L'opera 3D più grande realizzata in Italia: l'impresa a Pesaro

L'opera ha un diametro di 24 metri e per realizzarla ci sono voluti 7 giorni

13 Agosto 2021
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Fonte: 123rf

Si trova a Pesaro il progetto in 3D da guinness dei primati, il più grande d’Italia realizzato con la tecnica della street art. È l’opera di Antonio Cammarano, in arte CuboLiquido. Un omaggio a “Moïse et Pharaon”, l’opera di Rossini che apre l’edizione 2021 del Rof, pensata per “Candele sotto le Stelle”.

“Questa è la piazza che rappresenta uno spazio di divertimento dell’estate pesarese – sottolinea il sindaco Matteo Ricci, in piazzale della Libertà come riferisce Primocomunicazione.it-, ma a causa del Covid-19 non abbiamo potuta riempirla di eventi, come succedeva negli scorsi anni. L’opera di CuboLiquido è dedicata a Rossini, ma potrà essere ammirata anche nei giorni a seguire. Un modo per continuare a rendere viva e attrattiva la nostra città, nonostante la lotta alla pandemia. Ringraziamo l’artista, chi ha appoggiato l’iniziativa, Riviera Banca, Bartoli Vernici”.

L’opera ha un diametro di 24 metri ed è stata realizzata da Cammarano su un tappeto mobile in pvc per essere riutilizzata e presentata in altri contesti e città. Per realizzarla ci sono voluti 7 giorni. Al fianco del sindaco, il vicesindaco e presidente del Rof Daniele Vimini: “Questa prima presentazione al pubblico è un omaggio che pensiamo possa essere gradito al pubblico del Festival che inaugura stasera con la prima. Insieme a Santini e a CuboLiquido ci siamo interrogati su quale fosse il tema spettacolare su cui incentrare la raffigurazione. Il richiamo del Moïse et Pharaon è stato immediato. Così come subito abbiamo sposato la proposta di rendere l’opera mobile, e fruibile quindi dal maggior numero di spettatori possibile anche in altri momenti, anche in altre città”.

“L’idea di questo progetto è nata subito dopo che mi è stata proposta un’enorme, gigantesca tela su cui lavorare – spiega Antonio Cammarano, CuboLiquido -. Un altro grande stimolo è stato il collegamento con la prima opera in scena al Rof che conteneva elementi utili per la resa 3D del dipinto: inserire Mosè che apre le acque è stata un’occasione d’oro”.

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