L'uomo sta salvando l'uccello più raro del mondo dall'estinzione

Si chiama kakī, vive in Nuova Zelanda e per i Maori è un uccello sacro: nel mondo esistono solo 169 esemplari.

30 Giugno 2020
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Fonte: Te Manahuna Aoraki Facebook

Tra tante notizie purtroppo non entusiasmanti sul regno animale e sul cambiamento delle specie viventi sul nostro pianeta a causa delle azioni dell’uomo, arriva finalmente una buona novella. Siamo dall’altra parte del mondo, e precisamente in Nuova Zelanda, quindi molto lontano dal nostro ‘ecosistema’. Tra le lande verdi e immense della nazione oceanica, vive infatti un uccello rarissimo. Per la precisione, l’uccello più raro del mondo. Si chiama kakī ed è soprannominato il Cavaliere Nero: kakī è infatti il nome che è stato dato alla specie dai Maori che lo considerano sacro. Nel mondo esistono solo 169 esemplari di questo raro volatile, ma gli ultimi aggiornamenti sono decisamente incoraggianti.

Il Kakī Recovery Programme ha infatti segnalato sui propri social che si sta registrando un aumento del 31% della specie, il dato più alto degli ultimi quaranta anni. A nuocere principalmente al Cavaliere Nero sono i predatori e, inutile a dirsi, l’inquinamento ambientale: i kakī non sono infatti uccelli migratori, quindi vivono e si riproducono nel bacino del Mackenzie dell’Isola del Sud, rappresentando un vero e proprio ‘tesoro’, non solo per i Maori, ma per tutta la fauna locale. Nella zona tuttavia hanno iniziato a riprodursi gatti, ratti selvatici e furetti – non proprio originari dell’area – e la sopravvivenza del volatile è stata messa seriamente a rischio. Basti pensare che nel 1981 solo 23 adulti (tra cui quattro coppie) vivevano e giravano liberi allo stato selvatico. Per fortuna, l’enorme sforzo di associazioni che sono confluite nel Kakī Recovery Programme ha iniziato a dare i suoi frutti.

“Tantissime organizzazioni stanno lavorando per salvare la specie, gravemente a rischio. – si legge sui social – Te Manahuna Aoraki stra proteggendo l’80% dei kakī e uno dei nostri parner, il Global Wildlife Conservation, ha costruito una nuova voliera per alimentarne la riproduzione e aumentare il numero di esemplari”.

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