Mancini cacciato dall'Inter: erano tutti contro di lui

Dirigenti, giocatori, proprietà: tutti decisi a scaricare il tecnico

Fonte: Getty Images

Roberto Mancini non è più l'allenatore dell'Inter. Nella notte è arrivata la rescissione del contratto con il club nerazzurro, dopo una breve trattativa sulla buonuscita. Il tecnico jesino ha rifiutato la proposta di rinnovo di 3 anni legata al raggiungimento degli obiettivi: i rapporti con la dirigenza erano già gelidi, ma la situazione è precipitata dopo le ultime deludenti amichevoli della squadra meneghina. Al suo posto Frank De Boer, che firmerà un contratto triennale.

L'arrivo della nuova proprietà con il gruppo Suning ha creato attriti insanabili tra Erick Thohir e Mancini, che non si è sentito aggiornato sulla vicenda e non ha ricevuto rassicurazioni sul mercato per la mancanza di un interlocutore adeguato. A fare da detonatore la situazione contrattuale del mister nerazzurro, in scadenza nel giugno 2017: Mancini voleva a tutti i costi un rinnovo per poter programmare il futuro.

Ma le cause del divorzio sono molteplici: in primis i ritardi sul mercato hanno irritato non poco il Mancio, che sperava di avere la rosa pronta già per la tournée americana. Poi il disaccordo sulla linea da seguire: il Suning vuole investire sui giovani, come Gabigol, Mancini insisteva su campioni esperti e affermati come Yayà Touré.

Ma non è solo il mercato. Secondo quanto riporta la Gazzetta dello Sport, i rapporti con lo spogliatoio erano ormai compromessi. Nelle ultime ore ci sarebbe stato anche un sondaggio con gli uomini più importanti della rosa, che hanno clamorosamente bocciato Mancini spiegando che sia a Riscone sia negli Stati Uniti il lavoro atletico e tattico non era stato per nulla intenso. L'ultima goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso.

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