I Maneskin non conoscono Alberto Tomba. Ecco chi pensano che sia

I Maneskin non conoscono Alberto Tomba. Ecco cosa hanno risposto i ragazzi quando hanno visto la sua foto.

“Chi è Alberto Tomba?”. Nonostante per molti sia un mito, a quanto pare i Maneskin non conoscono affatto il campione olimpico. La band capitanata da Damiano David è stata ospite del programma “E poi c’è Cattelan” in onda su Sky.

Nel corso della chiacchierata con il gruppo rivelazione di X Factor, Alessandro Cattelan ha sottoposto i ragazzi ad un gioco divertente. Il conduttore infatti ha chiesto ai giovanissimi cantanti di affermare se conoscevano alcuni personaggi diventati cult negli anni Ottanta e Novanta.

Si tratta di un esperimento che Cattelan fa in ogni puntata, cercando di trovare un collegamento fra la sua generazione e quella degli ospiti. Con i Maneskin però è stato piuttosto difficile, visto che i ragazzi hanno fra i 17 e i 19 anni.

Il primo personaggio da individuare è stato appunto Alberto Tomba. Alessandro Cattelan ha mostrato ai Maneskin una foto e poi ha spiegato: “Vi do un’indicazione: si chiama Alberto. Secondo voi era un Premio Nobel per la fisica, un poeta e autore di molti testi di Franco Battiato oppure un campione olimpico vincitore di tre medaglie d’oro?”.

La risposta data dai ragazzi non è stata quella che tutti si aspettavano: “Un Premio Nobel per la fisica” hanno detto, scatenando l’ilarità del conduttore e del pubblico in studio, che ovviamente conosce bene Alberto Tomba e le sue imprese sportive.

Nel frattempo il successo dei Maneskin non si ferma. Il gruppo formato da Victoria De Angelis, Thomas Raggi, Ethan Torchio e Damiano David ha conquistato tutti. La band è già partita in tour, collezionando una serie di live sold out.

Di recente i quattro ragazzi hanno rilasciato un’intervista a Glamour, in cui hanno parlato della fama e della voglia di fare musica. “Una vita fa ero una persona diversa – ha raccontato Damiano David, il più amato del gruppo -: portavo i capelli corti e precisi, giocavo a basket, non cantavo”.

“Poi, la rivoluzione – ha svelato -: merito di un gruppo di amici matti, che mi ha spronato a essere come mi pare: all’inizio mi nascondevo per evitare i commenti gratuiti che mi mettevano ansia. A un certo punto ho capito: a doversi nascondere è chi mi urla certe cose”.

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