Mangiare la pasta al dente fa ingrassare meno?

La pasta è uno dei capisaldi della dieta mediterranea e non va eliminata neanche se si deve perdere peso: ma qual è la giusta cottura?

Quando si inizia una dieta dimagrante, molti pensano di dover dire addio al bel piatto di pastasciutta con il quale pranzano: non è così, forse il nutrizionista vi consiglierà di ridurre la quantità, ma certamente non la eliminerà, perché in una dieta bilanciata la pasta e gli altri carboidrati complessi (anche il pane!) devono essere presenti.

Sono proprio i carboidrati complessi infatti a darci energia per affrontare i nostri impegni e anche per smaltire le calorie. A conferma di ciò, pensare che c’è un detto che recita: “i grassi bruciano lentamente alla fiamma dei carboidrati complessi”

Da buoni amanti della dieta mediterranea non possiamo che rallegrarci di questa considerazione: la pasta però va consumata preferibilmente al dente e vi spieghiamo perché.

Come il riso, anche la pasta che resta per troppo tempo nell’acqua bollente vede una dispersione eccessiva di amido e un conseguente aumento del glutine, che interviene per impedire che l’amido venga perso del tutto. Questo comporta che la pasta troppo cotta diventi pesante, collosa, poco digeribile.

La pasta cotta al dente mantiene invece intatte le sue proprietà nutritive, perché i granuli di amido vengono idratati a sufficienza ma non al punto da “esplodere”. Di contro, una pasta troppo cruda non sarebbe digeribile in quanto non attaccabile dagli enzimi digestivi.

Come sempre in medio stat virtus: la pasta cotta al punto giusto è più salutare e, se mangiata in giusta quantità e magari con un bel condimento di verdure, non fa certo ingrassare!

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