Marte: Opportunity nella tempesta, ecco perché la cosa preoccupa

Il router Opportunity è nel bel mezzo di una tempesta marziana, la cosa preoccupa la Nasa. Ecco perché

Opportunity è immerso in una tempesta marziana. Il rover della Nasa, che  sta esplorando il pianeta da 15 anni, si è ritrovato nel buio di un’enorme tempesta di polvere che non lascia passare i raggi solari.

Le operazioni scientifiche di cui si occupa sono state quindi sospese temporaneamente. Il Mars Reconnaissance Orbiter quando ha rilevato la tempesta per la prima volta ha tempestivamente comunicato i piani di emergenza. Al momento le dita restano incrociate per capire il futuro di “Oppy”. La bufera copre 7 milioni di miglia quadrate, per capirne la vastità (18 milioni di chilometri quadrati) basti pensare che copre un’area più grande del Nord America. Compresa, quindi, l’attuale posizione di Opportunity nella Perseverance Valley. La problematica maggiore è causata dalla schermatura dei raggi solari, soprattutto perché il rover utilizza pannelli per fornire energia e ricaricare le batterie.

Un segnale positivo è stato dato dall’avviso inviato da Opportunity, durante il peggioramento della tempesta. Questo permette ai tecnici di sapere che la batteria è abbastanza carica di riuscire a comunicare con la Terra. I controlli avvengono presso il Jet Propulsion Laboratory della Nasa che si trova a Pasadena in California.

“Una notte oscura e perpetua”, così viene definita dall’agenzia governativa e civile che si occupa del programma spaziale statunitense, la conseguenza della tempesta. La peggiore mai conosciuta sino a oggi dal rover.

Già nel 2007 dovette affrontare una bufera simile. Ma questa sembra essere di gran lunga più dura da superare. Anche in questo caso per comprendere l’entità di ciò che sta accadendo facciamo affidamento ai numeri. Infatti se quella precedente aveva un livello di opacità quantificato in oltre 5,5 tau, questa è stimata a 10,8. Una nota positiva la offre proprio la tempesta che, nonostante agisca da schermo dei raggi del sole, al tempo stesso riesce ad assorbirne il calore riscaldando l’atmosfera. Nonostante questo Opportunity dovrà comunque far fronte alle basse temperature. Sta agli ingegneri tenerlo monitorato e capire se lasciare che si scaldi attraverso l’uso di energia oppure tenerlo fermo. L’unica certezza è che per il momento le operazioni di ricerca scientifica restano sospese. Sperando che Oppy riesca a superare la bufera.

Le tempeste di sabbia non sono un fatto sorprendente su Marte, ma non sono frequenti. Inoltre la loro durata è imprevedibile.

Il rover Opportunity era nato per una missione di 90 giorni, ma è al lavoro dal 2004 diventando di fatto il più longevo ancora operativo su un altro pianeta. Il suo gemello Spirit aveva interrotto le comunicazioni nel 2010.

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