L’insolita campagna pubblicitaria di McDonald’s sulla dislessia

McDonald’s e DDB hanno realizzato una pubblicità per sensibilizzare le persone sulla dislessia, uno dei problemi di apprendimento più diffusi al mondo

In occasione della Settimana di Consapevolezza sulla Dislessia, McDonald’s Sweden e DDB (una delle agenzie pubblicitarie più importanti del mondo) hanno collaborato per la creazione di pubblicità e menù ad effetto, così da sensibilizzare le persone su uno dei più diffusi disturbi dell’apprendimento.

Le lettere presenti nelle reclame e nei display all’interno dei punti vendita sono tutte alla rinfusa. Vogliono, quindi, rappresentare la difficoltà di lettura e di comprensione del testo che colpisce, in maniera differente, moltissime persone. La campagna pubblicitaria include anche dei libri gratuiti che si possono trovare all’interno degli Happy Meal: si tratta di piccole guide che raccontano quanto possa essere difficile la vita per un ragazzo che soffre di dislessia.

Il responsabile marketing di McDonald’s Sweden afferma che la multinazionale è “talmente grande da fare la differenza. È un’opportunità e un bene poter utilizzare la voce di McDonald’s per far conoscere un problema, spesso invisibile, che crea sofferenza in molti”. La maggiore catena di ristoranti fast food nel mondo non è, tuttavia, la prima che ha deciso di schierarsi dalla parte delle persone affette da DSA.

Ad esempio, lo scorso anno Lancôme – la nota azienda di cosmetici francese – ha supportato, per l’intero mese di ottobre, l’Associazione Italiana Dislessia, promuovendo ricerca, formazione ed informazione, oltre a fornire un supporto quotidiano alle famiglie dei bambini affetti da disturbi dell’apprendimento. L’azienda, che ha scelto di rendere le donne protagoniste del progetto, ha indetto una votazione su Facebook delle profumerie migliori. Le 20 più votate hanno potuto donare alla scuola locale il percorso formativo per docenti e genitori a supporto degli studenti affetti da DSA.

Spesso è, quindi, grazie all’apporto di grandi aziende che l’informazione viene diffusa in maniera capillare ed efficace. C’è, tuttavia, sempre qualcuno pronto a criticare queste lodevoli attività di marketing. È ormai entrato nel gergo comune il termine pinkwashing (o greenwashing), che sta ad identificare una strategia di marketing che vuole accattivarsi la simpatia del consumatore e la sua sensibilità, così da far preferire i propri prodotti a quelli dei concorrenti e diminuire l’attenzione sulle proprie criticità.

Se non ci fosse il supporto di queste aziende, disposte a metterci la faccia, spesso non ci sarebbe una buona conoscenza a riguardo di problematiche invisibili e poco considerate all’interno della nostra società.

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