Meglio lo zucchero di canna o quello bianco? Sfatiamo un mito

Quante volte al bar abbiamo sentito dire che lo zucchero di canna sia migliore di quello bianco? È ora di fare chiarezza e sfatare un mito

Hanno colori molto diversi, aromi differenti e dividono l’opinione pubblica in due grandi filoni: parliamo dello zucchero di canna e del più tradizionale bianco estratto dalla barbabietola. Due prodotti a prima vista molto distanti l’uno dall’altro ma chimicamente identici: entrambi i dolcificanti (qui una guida per eliminare gli zuccheri in eccesso) derivano dal saccarosio anche se provengono da piante diverse e forniscono lo stesso numero di calorie (4 kcal al grammo), ma allora come mai la divisione tra le due scuole di pensiero è così netta?

Bisogna sfatare un mito che ha preso piede da qualche anno a questa parte secondo cui lo zucchero di canna sia migliore di quello bianco perché meno raffinato, eppure ciò non corrisponde al vero: tutti e due subiscono infatti un processo industriale di raffinazione che consta di diverse fasi e l’unico vero dettaglio, a parte il sapore vagamente più sofisticato, a cambiare è il colore, non la qualità. La sfumatura ambrata dello zucchero di canna è legata alla presenza di alcuni residui di melassa composta da sali minerali, fibre e vitamine che sarebbero anche utili per il nostro organismo se non fossero insufficienti quelli all’interno di una bustina di zucchero quando ci concediamo un caffè al bar.

Mentre i residui della barbabietola per lo zucchero bianco (qui 8 alternative salutari allo zucchero bianco) non sono considerati piacevoli per il nostro palato, la melassa dello zucchero “grezzo” ci piace per questo può non essere completamente purificato. La raffinazione a cui va incontro lo zucchero bianco non danneggia comunque il prodotto finale.

D’obbligo qualche cenno storico: il dolcificante più antico e naturale resta il miele (sapete perché non scade mai?), lo zucchero di canna viene introdotto in Europa attraverso i mercanti arabi, mentre per quello bianco bisogna attendere il 1747 quando il chimico tedesco Andreas Sigismund Marggraf scopre il saccarosio nella barbabietola.

Insomma, a prescindere da quale zucchero vi piaccia di più (è utile anche per curare le ferite o addirittura preparare una ceretta home made), sappiate che esagerare fa sempre male!

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