Millennials: indagine sul sesso a 17 anni

Le nuove generazioni si proteggono di più durante i rapporti sessuali e cresce l’informazione rispetto ai metodi di prevenzione

Fonte: Pixabay

17 anni e un mese, questa è l’età media del primo rapporto sessuale completo fra gli italiani. Le nuove generazioni che si approcciano al sesso sembrano aver fatto propri i costumi sulla prevenzione e la contraccezione. Tuttavia, ci sono ancora segnali che indicano che serve una maggiore informazione da parte della famiglia, dei media e del sistema educativo scolastico.

In particolare, è necessario informare i giovani sulla distinzione fra metodi contraccettivi e preventivi; metterli al corrente di tutti i rischi sulla salute che un rapporto sessuale può comportare. Le maggiori lacune riguardano la conoscenza dei rischi legati alla trasmissibilità del Papillomavirus.

Contraccezione e prevenzione

Secondo una ricerca condotta dal Censis, il 70,7% dei ragazzi fa uso del preservativo sapendo chiaramente che si tratta di uno strumento per prevenire la trasmissione di malattie e infezioni tramite il rapporto sessuale. Se il dato, cosi letto, può sembrare positivo, va da sé che rimane un 29,3% di giovani con un’età compresa fra i 12 e i 24 anni, sessualmente attivi ma non completamente coscienti dell’utilità del profilattico. Il dato più allarmante rimane però la convinzione del 17,6% degli intervistati che collocano erroneamente la pillola anticoncezionale fra gli strumenti di prevenzione.

La distinzione fra contraccezione e prevenzione sembra quindi essere ancora poco chiara. È bene ricordare che non tutti gli strumenti che riducono la percentuale di concepimento servono ad abbassare il rischio di contrarre malattie sessualmente trasmissibili. La pillola, il mezzo migliore per evitare gravidanze non desiderate, non protegge dalle malattie.

Il Papillomavirus

La conoscenza dei giovani sulla trasmissibilità del Papillomavirus umano (Hpv) e sui rischi che questo comporta sulla salute è, ad oggi, del tutto inadeguata. Solo poco più della metà degli intervistati ha sentito parlare del Hpv e la percentuale si abbassa al 44,9% fra i maschi che sembrano inoltre credere di essere indenni dal tumore agli organi genitali. Solo il 58% sa che la trasmissione può avvenire anche mediante rapporti sessuali non completi e una percentuale bassissima è cosciente del fatto che il rischio di contagio è ineliminabile se si è sessualmente attivi.

Uno dei dati più confortanti è quello che indica i giovanissimi dai 12 ai 14 anni come la fascia di età con una percentuale maggiore di intervistati che sono a conoscenza del vaccino contro l’Hpv.

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