Mio padre è l'Ercole dei film: la scoperta dopo cinquant’anni

Dopo cinquant’anni Patrizia ha scoperto di essere figlia dell’attore di Hollywood Steve Reeves

Suo padre è Steve Reeves, indimenticabile Ercole dei film hollywoodiani e lei ora ne ha le prove. Patrizia Salvati ha finalmente avuto giustizia e, dopo una lunga battaglia, spera di veder riconosciute le sue origini italoamericane. La sua storia inizia molto prima della sua nascita quando Steve Reeves, un vero mito nei film degli anni Cinquanta e Settanta, ebbe una relazione con sua zia, soubrette a Cinecittà. La donna rimase incinta e affidò la figlia appena nata a sua sorella, chiedendole di crescerla e di mantenere quel segreto.

Patrizia però ha sempre sentito che c’era qualcosa che non tornava nella sua vita da quando, all’età di sette anni, la nonna paterna le disse: “Tu non sei mia nipote. E poi non somigli a tua madre, sei uguale a sua sorella”. Ormai adulta la donna iniziò a indagare sulle sue origini e scoprì di essere stata battezzata in Puglia, a Manduria, con una festa che venne pagata da Steve Reeves.

Il mio battesimo è stato fatto a Manduria” ha svelato Patrizia, oggi cinquantenne “tutto a spese di mio padre Steve Reeves. Il padrino è stato l’attore Louis De Funes”. La donna spera che, ora che la sua madre adottiva si è autodenunciata, il tribunale possa riconoscerle ciò che le spetta di diritto.

La madre putativa infatti ha confessato la verità a Patrizia, raccontando cosa accadde davvero fra Steve Reeves e sua sorella e il tentativo di nascondere la gravidanza indesiderata. La testimonianza è stata consegnata alla Procura della Repubblica di Roma che ora indaga per l’ipotesi di reato di falsità di stato a carico di ignoti.

Già qualche tempo fa Patrizia aveva contattato Steve Reeves, prima che l’attore morisse nel 2000: “Quando l’ho chiamato a San Diego gli ho detto subito chi sono e come mi chiamo, che ho scoperto di essere sua figlia, di avere gli stessi occhi e gli stessi suoi zigomi” aveva raccontato “Lui mi ha chiesto quando sono nata e di mandargli una mia foto. Ha voluto sapere il nome di mia madre, con tono pacato e cortese mi ha pregato di spedirgli anche il mio indirizzo per ulteriori comunicazioni”.

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