Mirkoeilcane verso Sanremo Giovani, l’intervista di Supereva

Abbiamo fatto due chiacchiere con Mirkoeilcane, tra i finalisti di Sanremo Giovani

Mirkoeilcane

Mirkoeilcane è uno dei 16 cantanti delle Nuove Proposte per la 68esima edizione del Festival di Sanremo. La commissione musicale guidata dal direttore artistico Claudio Baglioni, ha selezionato il suo brano “Stiamo tutti bene” dopo le audizioni dal vivo che si sono tenute negli studi Dear di Roma.

Il prossimo 15 dicembre, i 16 finalisti affronteranno un’altra selezione, sfidandosi nel palcoscenico di “Sarà Sanremo”, la trasmissione in onda dalle 21.15 su RaiUno.  Lo show sarà trasmesso in diretta da Villa Ormond e solamente 6 artisti riusciranno ad ottenere il via libera per arrivare sul palco dell’Ariston. A questi cantanti si aggiungeranno i 2 artisti selezionati grazie ad Area Sanremo.

“Stiamo tutti bene” è un brano scritto e interpretato da Mirko Mancini, in arte Mirkoeilcane, e prodotto da Steve Lyon. Fra i singoli più famosi dell’artista romano troviamo anche “Epurestestate” e “Per Fortuna”, grazie al quale ha trionfato a Musicultura 2017.

Classe 1986 Mirkoeilcane, dopo aver realizzato testi e musica per diversi artisti ha deciso di iniziare una carriera da solista. Nel 2016 è uscito il suo primo disco e nello stesso periodo il cantante ha fatto incetta di premi, aggiudicandosi il Premio Bindi, il Premio Incanto e miglior testo e migliore interpretazione di cover al Premio Musica Controcorrente e Musicultura.

Stiamo davvero tutti bene?

In realtà il significato stesso della frase ha un po’ un altro valore in questa canzone. Poi certo, se vogliamo fare una domanda a noi stessi – come umanità – credo che la risposta sia no, che non stiamo tutti bene: ognuno si faccia il proprio personale esame di coscienza.

Ho visto di recente un video di endorsment da parte di Christian De Sica: cameratismo tra concittadini?

Ho avuto il piacere e la fortuna di avere Christian come spettatore ad uno dei miei concerti in un locale romano e lì ci siamo conosciuti. Lui mi ha fatto dei complimenti sulle mie canzoni e io gli ho chiesto alcuni consigli, per cui è stato tanto carino a fare questo video per me, l’ho apprezzato tantissimo.

Mi racconti – in maniera non convenzionale – il brano che porti a Sanremo?

“Stiamo tutti bene” è una canzone che ho dovuto scrivere: è successo che un giorno, fumando una sigaretta, mi sono messo a parlare con un ragazzo che mi ha raccontato come è arrivato in Italia quando bambino. Mi raccontava delle cose tristissime, ma con un sorriso incredibile e mi ha lasciato addosso una strana sensazione; ho immaginato questo bambino – ovvero lui – che si trovava in questa situazione surreale e come poteva percepire ciò che gli accadeva attorno prima di rendersi effettivamente conto di ciò che gli stava succedendo. Presa alla larga – diciamo – è la storia di un viaggio.

Per un giovane cantautore che vive e lavora nel 2017, quanto è importante essere a Sanremo?

Non posso ancora immaginare la portata dell’evento, però posso dirti senza dubbio che parlando da italiano e da cantautore, Sanremo è un palco quasi obbligato, fosse solo per un dovere nei confronti della musica italiana. Sanremo è un tempio e se immagino di avere anche solo la minima prospettiva di salirci, ritengo che lì si possa dare la massima importanza ad una canzone, anche solo dal punto di vista dell’ascolto.

Nel 2016 hai vinto il Premio Bindi, il Premio Incanto, il Premio Musica Controcorrente come miglior testo e migliore interpretazione di cover. Stai facendo la collezione?

Sì, sto facendo la collezione, infatti la prima cosa che ho fatto quando ho traslocato nella casa nuova è stato mettere in fila tutti i premi per guardarli (ride). Scherzi a parte, è stato un anno fortunato: l’ho aspettato, ci ho messo anni prima di partire buttandomi in questa avventura. Tutto sommato speravo di iniziare in questa maniera, diciamo che nei sogni l’avevo immaginata più o meno così.

Mirko sei tu, ma chi è il cane?

Questa è una domanda da un milione di dollari: ormai è talmente diventato uno scherzo che mi diverto a non svelarlo.

Fai almeno una promessa: se vinci Sanremo Giovani, lo sveli.

Facciamo così: se mai dovessi vincere Sanremo Giovani, svelerò un indizio piccolo ma importante.

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