La Monna Lisa più piccola del mondo è fatta con il DNA

La Monna Lisa più piccola del mondo è stata realizzata negli Stati Uniti ed è fatta con il Dna

Fonte: Twitter

La Monna Lisa più piccola (e straordinaria) del mondo è fatta di DNA. Si tratta del risultato di un progetto sviluppato dagli studiosi del California Institute of Technology (Caltech). Qui i ricercatori hanno riprodotto una versione del celebre quadro di Leonardo Da Vinci che misura circa 100 nanometri.

La tecnica utilizzata per riuscire in questa impresa è altamente innovativa ed è stata descritta sulla rivista “Nature”.  Il sistema infatti consente di creare degli origami di Dna autoassemblanti raggiungendo delle dimensioni che in precedenza sembravano impossibili.

Gli origami di Dna sono delle strutture di dimensioni nanometriche create sfruttando le nanotecnologie che sono in grado di creare dei legami chimici fra il materiale genetico. Sino ad oggi però questa tecnica era piuttosto limitata perché non era possibile costruire degli origami più grandi di 0,05 micrometri quadrati. Il team di esperti del California Institute of Technology però è riuscito a superare questo limite, formando dei singoli origami che sono stati poi collegati fra loro come in un puzzle, sino ad originare una struttura più ampia.

Per farlo hanno utilizzato un computer, scegliendo tre immagini: la Monna Lisa di Leonardo Da Vinci, un batterio e il disegno di un gallo. In tutti i casi il risultato è stato soddisfacente. “Si tratta di un approccio gerarchico – ha svelato Grigory Tikhomirov, ricercatore del Caltech e coordinatore dello studio -, che utilizza solamente un piccolo set di tasselli, in questo caso filamenti di Dna con specifiche sequenze di acidi nucleici, per costruire strutture di dimensioni crescenti e almeno in teoria, permette di realizzare un numero illimitato di immagini differenti”.

Le applicazioni in futuro potranno essere tante. “Altri team di ricerca hanno lavorato in passato sulla possibilità di attaccare molecole come polimeri, proteine e nanoparticelle su superfici di Dna molto più piccole di quelle che abbiamo realizzato – ha specificato Philip Petersen, co-autore della ricerca -. Lo scopo è quello di costruire microscopici circuiti elettronici, sviluppare materiali innovativi e studiare le interazioni tra sostanze chimiche e biomolecole. Grazie al nostro lavoro potranno fare le stesse cose, ma sfruttando una superficie molto più ampia”.

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