Umberto Veronesi, le cose che non dimenticheremo di lui

Umberto Veronesi, oncologo e politico italiano, è morto oggi dopo una vita passata a combattere i tumori

Fonte: Instagram

È morto Umberto Veronesi, oncologo, politico italiano e luminare famoso in tutto il mondo. Veronesi si è spento all’età di 91 anni nella sua casa milanese. È stato fondatore e presidente dell’omonima Fondazione fino al 2016. Da diverse settimane le sue condizioni di salute erano peggiorate e il professore era stato circondato dall’affetto della famiglia, dalle moglie e dai figli. Per diverso tempo è stato direttore scientifico emerito dell’Istituto europeo di oncologia e direttore scientifico dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano dal 1976 al 1994. Dal 25 aprile 2000 all’11 giugno 2001 ha ricoperto l’incarico di Ministro della sanità nel Governo Amato II.

“Mi dicono spesso che sono un uomo di successo ma non è vero, io, in fondo, ho fallito, perché avevo promesso a me stesso che sarei morto dopo aver visto il cancro sconfitto, e temo non succederà – ha spiegato in un’intervista qualche tempo fa – però posso dire che una battaglia importante l’ho vinta, ed è quella di convincere i miei colleghi a cambiare strategia contro i tumori”.

“Mi dicono spesso che sono un uomo di successo ma non è vero – affermava spesso Umberto Veronesi – io, in fondo, ho fallito, perché avevo promesso a me stesso che sarei morto dopo aver visto il cancro sconfitto, e temo non succederà. Però posso dire che una battaglia importante l’ho vinta, ed è quella di convincere i miei colleghi a cambiare strategia contro i tumori”.

Nel 1973 Umberto Veronesi aveva iniziato all’Istituto dei Tumori di Milano la sua rivoluzione dei paradigmi dell’oncologia, cambiando il modo di vedere, studiare e curare la malattia. Nel 2012 in una intervista gli chiesero se temeva la morte e lui rispose:

No, la morte non mi fa paura. Quando ero soldato sono saltato su una mina e, in barba a tutte le statistiche, sono sopravvissuto. Ho passato mesi in ospedale, subito diversi interventi ma alla fine sono sopravvissuto e anche in buona salute. Questo ha cambiato la mia vita, perché da quel momento ogni giorno vissuto è stato un giorno rubato a quello che sembrava un destino inevitabile. Quest’esperienza mi ha dato forza, ottimismo, serenità e soprattutto un’assoluta mancanza di paura della morte.

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