Mps, l'ad Morelli: l'intervento dello Stato non era prima opzione

"Ci darà comunque una posizione più forte"

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Milano, 23 dic. (askanews) – L’intervento statale “non era sicuramente la prima opzione della banca però ci darà comunque la possibilità di procedere con lo smaltimento accelerato dei crediti deteriorati, ci darà la possibilità di avere una posizione diversa e più forte, ripristinare un assetto, per quello che riguarda la liquidità, in linea con quello che era la posizione della banca all’inizio del 2016 e darà soprattutto la possibilità di tutelare tutti i nostri clienti che sono in possesso dell’obbligazione 2008-2018, secondo le modalità che poi avrete modo di leggere”. Lo ha dichiarato l’Ad di Mps, Marco Morelli, in un videomessaggio ai dipendenti, all’indomani della presa d’atto del fallimento dell’operazione di aumento di capitale.
“L’operazione – ha ribadito – non si è completata per la mancanza di un anchor investor e questo ha determinato anche un rallentamento negli ordini degli investitori istituzionali. Questo implica la mancanza di procedere con la cartolarizzazione e la restituzione dei bond a chi li aveva offerti nell’ambito della nostra offerta”. “Come abbiamo spiegato – ha concluso – Jp Morgan, Mediobanca e tutte le banche che erano partecipanti al consorzio non riceveranno nessuna commissione”.

“Il mio impegno continua indipendentemente da quella che è la soluzione tecnica che la banca ha scelto di intraprendere”.

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