Mucche con gli occhiali per produrre più latte: è polemica

Realtà virtuale applicata all’allevamento per aumentare la produzione di latte? Il metodo fa discutere.

12 Gennaio 2022
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Fonte: 123RF

La realtà virtuale pare aver trovato una nuova modalità di applicazione che ha già sollevato parecchie polemiche. Protagonista dell’iniziativa che sta facendo discutere è Izzet Kocak, allevatore turco che ha pensato a un modo innovativo per incrementare la produzione di latte delle sue mucche. L’uomo, infatti, ha fatto indossare ad alcuni degli animali un paio di speciali occhiali per la virtual reality.

Le mucche sono come sempre chiuse in stalla e vengono nutrite con erba essiccata ma il dispositivo modifica la loro percezione del reale. Il visore che indossano, infatti, fa loro credere di trovarsi all’aperto, in ampi pascoli nei quali sono liberi di muoversi e di cibarsi di erba fresca. Il risultato? Stando a quanto emerso, i due capi sottoposti all’esperimento avrebbero prodotto una quantità maggiore di latte.

È lo stesso Kocak a fare il punto della situazione, come riferisce LaZampa.it. Il metodo, infatti, starebbe dando ottimi riscontri, con un incremento di latte al giorno da ventidue a ventisette litri. Numeri, quindi, che stanno convincendo l’allevatore a procedere con la sua inedita tecnica. Guardare una placida distesa verdeggiante invece di una asettica stalla darebbe, secondo gli studi, una spinta emotiva che alleggerisce lo stress favorendo la produzione di latte.

Già in precedenza, del resto, era stata tentata una via analoga, in Russia, con un test che prevedeva l’adozione di speciali occhiali in realtà virtuale. Anche in quel caso, era stata segnalata la riduzione di ansia e stress nella mandria. Perché, dunque, non continuare? Ora, il piano di Izzet Kocak è di procedere all’acquisto di altre paia di visori per i suoi  bovini.

Non tutti, però, sono concordi e le polemiche degli animalisti sono già molto accese. In fondo, il metodo dell’allevatore turco mette al centro la produttività servendosi solo della simulazione di una vita libera e sana. Questa sì che libererebbe dallo stress, per davvero però, non solo virtualmente.

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