Nel deserto c'è una colossale montagna di rifiuti

Succede nel deserto di Atacama, che si trova in Cile

18 Novembre 2021
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Fonte: 123rf

È alquanto vergognoso, avvilente e triste per la salute del nostro già malato Pianeta. Eppure nel deserto di Atacama, che si trova in Cile, c’è una colossale montagna di vestiti, o per meglio dire scarti dell’industria della moda. Purtroppo da ormai diverso tempo il Cile è diventato un polo internazionale di raccolta dove confluisce l’abbigliamento di seconda mano e che resta invenduto, prodotto in Cina e in Bangladesh e che passa attraverso l’Europa, l’Asia o gli Stati Uniti prima di arrivare appunto in Cile, dove viene rivenduto in tutta l’America Latina.

Niente di male fin qui, ci mancherebbe, ma ahinoi questo ha delle conseguenze pesanti sull’ambiente. Circa 59.000 tonnellate di vestiti, come riporta il sito Rainews.it, arrivano ogni anno al porto di Iquique nella zona franca di Alto Hospicio, nel nord del Paese.

È vero, una parte finisce nei negozi della capitale Santiago, e molto viene rivenduto in altri paesi dell’America Latina. È altrettanto vero, però, che almeno 39.000 tonnellate di capi che non possono essere venduti finiscono in queste discariche nel deserto.

Il guaio e quel che fa temere per la già compromessa salute della Terra è che si tratta di rifiuti non biodegradabili dal momento che contengono sostanze chimiche. Immaginate perciò il danno che possono provocare all’ambiente. Questo è il motivo per cui non vengono accettati negli impianti municipali.

Stando a un rapporto delle Nazioni Unite risalente al 2019, la produzione globale di vestiti è raddoppiata tra il 2000 e il 2014, e l’industria è “responsabile del 20% dello spreco totale di acqua a livello globale. Per fare un singolo paio di jeans ci vogliono 7.500 litri di acqua”. Sempre in quel rapporto si legge che la produzione di abbigliamento e calzature, sfortunatamente, contribuisce all’8 per cento dei gas serra globali, e che “ogni secondo, una quantità di tessili equivalente a un camion della spazzatura viene sepolta o bruciata”.

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