Nesta e il campo da calcio più strano del mondo

La dura vita dell'ex difensore della Nazionale alla guida del Miami nella seconda serie del calcio statunitense

Fonte: Screenshot tratto da Twitter

Dura la vita degli allenatori in erba. A meno che non si abbia la fortuna di essere baciati dalla moda del guardiolismo, che permette a neo-mister con una gloriosa carriera alle spalle in pantaloncini e maglietta di passare subito dal settore giovanile a una panchina professionistica, la gavetta è difficile per tutti coloro che sperano di fare strada come mister.

Ne sa qualcosa Rino Gattuso che, ancora in attesa della prima panchina in Serie A, sta facendo palestra in contesti problematici, dal Palermo di Zamparini alla doppietta Ofi Creta-Pisa, club in gravi difficoltà economiche.

Tutt’altri problemi, sicuramente più singolari e ameni, sono quelli con cui è alle prese Alessandro Nesta. L’ex difensore di Nazionale, Lazio e Milan è il tecnico del Miami FC, la franchigia che vede come co-proprietari Riccardo Silva e Paolo Maldini, iscritta alla NASL, la seconda serie del calcio made in Usa.

Una categoria in espansione, che vede partecipare al campionato formazioni come i mitici New York Cosmos o i Fort Lauderdale Strikers, con Ronaldo come socio, e in rosa anche Amauri. Il Miami non se la passa male, è al quarto posto in classifica, ma da qualche tempo deve convivere con un problema alquanto originale, quello di un campo di gioco… che sembra un cruciverba.

Basta vedere la foto dell’ultima gara contro i Tampa Bay per farsi un’idea della situazione, che vede il Miami costretto a dividersi il campo del FIU Stadium, poco distante dalle spiagge di South Beach, con il Florida International University formazione di football americano collegiale.

E siccome dall’altra parte dell’oceano il “calcio” più famoso non è il soccer, ma appunto il football, ecco che le linee del campo di football americano non vengono cancellate, ma vanno a sovrapporsi con quelle, gialle, tracciate per far giocare le partite casalinghe al Miami FC. A tutto questo si aggiungano le condizioni disastrose del manto erboso, messo a dura prova in particolare dalle gare di football, e il quadro complessivo non può che essere desolante.

Il Miami per il momento tiene botta ed è riuscito a pareggiare l’ultima partita grazie a un super-gol di Jaime Chavez, ma a 22 anni dallo storico Mondiale organizzato negli States, la popolarità del pallone negli Usa non ha certo raggiunto i livelli sperati…

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