La nicotina può prevenire l'invecchiamento. Basta non fumarla

Secondo una ricerca statunitense, la nicotina potrebbe avere effetti positivi sull'invecchiamento ma non se assunta tramite fumo

Fumare fa male. Punto. Non esiste ricerca scientifica al mondo in grado di mettere in discussione gli effetti negativi che il fumo – compreso quello delle sigarette elettroniche – ha sulla salute. Tuttavia, in base ad un recente studio dell’Università di Texas A&M, sembra che la nicotina in sé – quando somministrata separatamente dal tabacco – possa avere diversi effetti positivi, come la protezione dall’invecchiamento delle cellule cerebrali e perfino prevenire il Parkinson o l’Alzheimer, grazie ad effetti collegati alla sua già nota capacità di inibire l’appetito.

A condurre la ricerca è stata la dottoressa Ursula Winzer-Serhan, che insieme alle sue collaboratrici ha compiuto una serie di ricerche su animali (topi, nello specifico) aggiungendo nicotina all’acqua che bevevano. Tre diversi gruppi hanno ricevuto quantitativi crescenti di nicotina che corrispondevano a quelli di altrettante tipologie di fumatori, insieme ad un quarto gruppo che non ne ha ricevuto affatto.

L’esito dell’esperimento ha visto cambiamenti significativi nel gruppo che ha assunto i quantitativi maggiori di nicotina: i topi avevano mangiato meno, erano dimagriti e avevano aumentato i recettori cerebrali, a dimostrazione che, in dosi ben definite, la nicotina può avere un effetto rilevante sulle parti del cervello che condizionano il comportamento. Il tutto senza aumentare il senso d’ansia, uno dei possibili effetti collaterali che i ricercatori avevano preso in considerazione.

“Alcuni sostengono che la nicotina faccia calare l’ansia ed è il motivo per cui molti decidono di fumare mentre altre sostengono che sortisca l’effetto contrario – ha dichiarato la Winzer-Sheran – Di sicuro, l’ultimo effetto che uno desidera da un sostanza come la nicotina è che comporti una variazione negativa nel comportamento. Fortunatamente, abbiamo scoperto che non provoca ansia. Anzi, l’unico effetto sortito è stato quello opposto.”

Oltre che sul comportamento, la ricerca si è focalizzata sui potenziali effetti anti-invecchiamento della nicotina, sempre utilizzando animali, stavolta in età avanzata. Anche in questo caso ci sono state indicazioni genericamente positive ma non si è riusciti ad ottenere dati esaurienti. In ogni caso, come ricorda la ricercatrice, si è solo nelle fasi iniziali dello studio ed è presto per giungere a conclusioni definitive.

“Vorrei chiarire in modo netto come questi risultati non debbano essere un incoraggiamento al fumo – ha spiegato la ricercatrice – Anche se questi non fossero i risultati di una ricerca ancora alla fase embrionale, bisogna ricordare che il fumo crea così tanti problemi di salute che qualsiasi eventuale beneficio della nicotina verrebbe più che cancellato. Peraltro, la nicotina può essere assunta anche in modi diversi che fumando e quindi quanto emerso dai nostri studi non può essere trascurato completamente”.

“Diciamo che questi risultati sono interessanti ma dovremo farne altri su larga scala prima di incoraggiare un cambio di atteggiamento definitivo nei confronti della nicotina – ha aggiunto la Zinzer-Sheran – Alla fine dei conti, non abbiamo dimostrato che questa sostanza, in grado di dare dipendenza, sia ‘sana’ e sicuramente non lo è durante l’infanzia o l’adolescenza, né abbiamo provato in modo definitivo che i benefici superino i rischi potenziali’. Nel dubbio, insomma, meglio aspettare prima di dedicarsi alla nicotina, con e senza fumo.

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