Nomina del fratello di Marra, le carte in Procura. Anac: Raggi sapeva

La sindaca a conoscenza del "palese conflitto d'interessi"

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Roma, 21 dic. (askanews) – Che il suo ex capo di gabinetto e attuale capo del personale Raffaele Marra fosse “in palese conflitto di interessi” rispetto alla nomina di suo fratello a direttore del Dipartimento Turismo “era conosciuta dalla sindaca”. Lo afferma la delibera dell’Autorità anticorruzione Anac rispetto allo spostamento di Renato Marra da capo del gruppo Gssu dei vigili urbani a direttore della Direzione Turismo.
Quanto scritto dalla sindaca “sulla piena conoscenza, ab initio, della situazione di potenziale conflitto di interessi del dott.
Raffaele Marra relativamente alla posizione del fratello Renato” secondo l’Autorità guidata da Raffaele Cantone “non è sufficiente per rimuovere il conflitto”.

Raggi, si legge nella delibera pubblicata oggi, aveva dichiarato che il ruolo di Raffaele Marra rispetto alla nomina di suo fratello “è stato di mera pedissequa esecuzione delle determinazioni da me assunte, senza alcuna partecipazione alle fasi istruttorie, di valutazione e decisionali, peraltro affidate in via esclusiva dalla normativa vigente. Il Dott. Raffaele Marra si è limitato a compiti di mero carattere compilativo connessi ad un procedimento decisionale – ha precisato la sindaca – che ha visto l’Amministrazione di Roma Capitale interprete, per la prima volta, di una procedura di interpello dirigenziale generalizzata, in conformità al Piano Anticorruzione ed al Regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi”.

La posizione di Anac rispetto alla versione fornita da Raggi, però, è che essa “deve essere interpretata come piena rivendicazione della responsabilità personale, politica e amministrativa dell’adozione dell’atto di nomina. Sotto questo profilo, però, essa non vale ad escludere che l’organo politico si sia avvalso della collaborazione, anche solo ai meri fini istruttori, di funzionari del Comune” e, in particolare, del capo del personale “che, come riferito dalla Sindaca nella relazione del Responsabile prevenzione corruzione e trasparenza, ha raccolto tutta la documentazione, predisponendo l’atto per la firma della Sindaca e lo ha controfirmato”.

Anac per questo conclude che Raggi non può aver agito in assoluta autonomia come dichiara perché “si deve ritenere, pertanto che l’atto di nomina adottato dalla Sindaca sia stato accompagnato da una attività istruttoria, svolta in particolare dall’ufficio organizzazione e risorse umane di Roma Capitale diretto dal funzionario in posizione di conflitto di interessi”.

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