Oipa per la salvaguardia degli agnelli dalle tavole di Pasqua

Manca poco, ormai, alla Pasqua 2021 e Oipa si mobilità per la salvaguardia degli agnelli le cui vendite, tra l’altro, sono già crollate.

30 Marzo 2021
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Fonte: Ufficio Stampa OIPA

La Pasqua 2021 è alle porte, la seconda in lockdown o zona rossa che dir si voglia per il Belpaese. E se alle tradizioni non si rinuncia c’è un dato che spicca e riguarda il crollo delle vendite per gli agnelli destinati alle tavole festive. Già, quello che Oipa sottolinea è, infatti, una maggiore sensibilità dei consumatori che evidentemente hanno optato per altri piatti non solo nei giorni di festa ma anche nel corso dell’intero lockdown.

Per esempio, secondo il Consorzio per la tutela dell’agnello Igp di Sardegna il calo si aggirerebbe attorno al 35%, rinnovando un trend registrato già a partire nel 2019. “La maggiore consapevolezza di come vengono allevati, trasportati e uccisi i cuccioli ha determinato il crollo delle vendite negli ultimi anni”, dichiara Massimo Comparotto, presidente dell’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa).

“Le numerose foto e video diffusi dalle associazioni a tutela degli animali hanno fatto la differenza e sempre più persone scelgono di non acquistare carne d’agnello – continua Comparotto – Noi invitiamo a riflettere anche su quel che accade a tutti gli altri animali d’allevamento che soffrono allo stesso modo, ma questo è intanto un bel primo passo verso un’alimentazione etica”.

Da qui il rinnovato impegno di Oipa, che ha lanciato il messaggio-slogan contro la mercificazione degli agnelli: “Tutti dovrebbero crescere felici insieme alla propria mamma. Anche lui. A Pasqua non mangiarlo”. “Lo scorso anno il nostro simbolo per una Pasqua senza crudeltà è stato l’agnello Pablo Emilio, trovato accanto alla mamma morta e salvato dai nostri volontari all’Aquila”, ricorda il presidente.

“E in questi giorni abbiamo salvato un altro agnellino-simbolo a Trento. Un agnellino fortunato, destinato a crescere e a morire di morte naturale – conclude Comparotto – Le alternative alla carne sono infinite. Chi sceglie di non mangiare animali non è complice di un sistema che considera esseri senzienti come meri oggetti di consumo usati e abusati”.

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