E se l'opera distrutta di Banksy fosse stata un fake?

Siete ancora sconvolti per la distruzione dell’opera di Banksy? Ok, perché forse è stata tutta una messinscena

Nelle scorse settimane l’opinione pubblica mondiale è rimasta a bocca aperta dopo che Banksy ha distrutto la sua opera valutata un miliardo di dollari.

Immaginate un’asta piena di ricconi, desiderosi di comprare una delle opere più famose dello street artist più controverso di tutti i tempi. Stiamo parlando ovviamente de “La bambina col palloncino” di Banksy, graffito contro la guerra conosciuto in tutto il mondo. I lavori dell’artista sono espressione di denuncia sociale: non si tratta solo di immagini carine che sono molto cool stampate su una t-shirt. Sono disegni che hanno un preciso significato politico e che vengono realizzati in posti non casuali: check point di Israele, la Striscia di Gaza, Calais. Come si poteva pensare che Banksy fosse a suo agio quindi in un’asta di nobili e borghesi?

L’autodistruzione della sua opera da un milione di dollari ha fatto piangere la sua acquirente, che però l’ha tenuta lo stesso. Eppure, siamo sicuri che la sua protesta contro la mercificazione dell’arte non sia stata tutta un fake per farsi pubblicità? A sollevare il velo del dubbio è stato Josh Gilbert, un artista e fabbro di Chicago, che ha visto più e più volte il video del dispositivo che ha distrutto “La bambina col palloncino”. E secondo lui quella macchina non ha assolutamente senso.

Josh ha puntato il dito contro gli spuntoni che hanno tagliuzzato il dipinto. Secondo lui sono stati montati in un modo tale da non poter scalfire nemmeno il foglio di carta più fino del mondo. Come mai allora tutti abbiamo visto “La bambina col palloncino” uscire sminuzzata dalla cornice? Secondo Josh la risposta è semplice: si tratterebbe nientemeno che un trucco di “magia”, usato già in passato dai prestigiatori di tutto il mondo. Seguendo questa teoria, sarebbero stati due i dipinti presenti all’interno del quadro. Quello originale, grazie a un meccanismo montato ad arte, sarebbe rimasto all’interno del quadro, ma non visibile. Mentre quello falso sarebbe uscito fuori sminuzzato come lo abbiamo visto tutti quanti.

Non ci sono prove del fatto che la distruzione dell’opera di Banksy sia un fake. Eppure a noi piace pensare che l’artista abbia veramente distrutto il suo quadro da 1,2 miliardi di dollari per non farlo stare appeso sopra un camino d’oro.

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