Origine del nome del teatro "La Scala"

Il Teatro alla Scala prende indirettamente il nome dai Signori di Verona. La sua storia sintetizza quella della città di Milano

Fonte: Wikimedia

Il Teatro alla Scala è una delle eccellenze di Milano conosciute in tutto il mondo. Non serve elencare i maggiori direttori d’orchestra e i migliori artisti che lì si sono esibiti nell’arco di 230 anni. Nemmeno ce ne sarebbe lo spazio a dirla tutta. Tuttavia, possiamo raccontare qualche curiosità sul suo riguardo.

Ad esempio, il nome ‘Teatro alla Scala’ è stato certamente dato per via dall’omonima piazza in cui l’edificio sorge, ma la sua origine va ancora più in là. Racconta una storia di aristocrazia che ci riporta più indietro nei secoli fino alla seconda metà del 1300.

Beatrice Regina della Scala

La Milano medievale è stata la città dei Visconti e degli Sforza, ma le due famiglie hanno nel tempo mischiato le loro origini con le più importanti casate d’Italia e d’Europa. Capita dunque che gli Scala di Verona entrino nell’albero genealogico dei padroni meneghini. Era il 1345 quando la dodicenne Beatrice Regina della Scala sposò Barnabò Visconti dandogli 15 eredi.

Diversi anni più tardi, la signora fece erigere la chiesa di Santa Maria a cui venne aggiunto il nome ‘alla Scala‘ in onore della sua committente. La struttura, in stile gotico, fu un simbolo per centinaia d’anni e diede di fatto il nome alla piazza.

Il teatro di Maria Teresa d’Austria

Nel 1776, sotto la dominazione austriaca, la Regina Maria Teresa ordinò di abbattere la chiesa per costruire quello che sarebbe diventato il teatro modello per il resto d’Europa. Abbattere una chiesa per costruire un teatro lirico in Italia, poteva essere fatto solo da un dominatore straniero.

L’esigenza di un nuovo tempio per le arti recitative si fece sentire dopo l’incendio che devastò il Teatro Regio di Villa Reale. La corte, annoiata, cercava un luogo nuovo in cui abbracciare l’arte e far proliferare il chiacchiericcio. Così, in poco meno di due anni, si procedette all’abbattimento e i lavori vennero completati sotto la guida dell’architetto Giuseppe Piermarini. Per più di due secoli la struttura non subì interventi importanti, ma la seconda guerra mondiale rischiò di distruggerla. Nel 1943, i bombardamenti la resero, di fatto, inagibile e al termine del conflitto dovette essere ricostruita. Ulteriori restauri e ampliamenti furono portati a termine tra il 2002 e il 2004.

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