Padoan dice che una procedura di infrazione Ue sarebbe un grosso problema

Parla il ministro dell'economia

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Bruxelles, 27 gen. (askanews) – Il governo procederà, “già dalla prossima settimana”, a prendere le misure concrete e a stanziare le spese necessarie per far fronte all’emergenza terremoti, e questo “indipendentemente da come si risponderà alla richiesta della Commissione europea” di una correzione di bilancio per ridurre il deficit strutturale. Ma una eventuale procedura per deficit eccessivo da parte della Commissione “sarebbe un grosso problema per l’Italia in termini di reputazione”. E’ quanto ha detto, in sostanza, il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, rispondendo ai giornalisti oggi a Bruxelles al termine del Consiglio Ecofin.

A chi chiedeva quando saranno decise nuove misure di bilancio per rispondere alla Commissione, Padoan ha riposto: “Come sapete la Commissione aspetta una risposta il primo febbraio, e questa riposta arriverà”.

Ma è possibile, gli è stato chiesto, che l’Italia decida di non fare una manovra correttiva? “Sicuramente – ha risposto il ministro – le spese ahimè necessarie per via dell’emergenza e anche per la ricostruzione saranno considerate e ci sarà un incremento della spesa. Mi aspetto – ha aggiunto – delle misure concrete da parte del governo già dalla prossima settimana. E questo – ha precisato – indipendentemente da come si risponderà alla richiesta della Commissione di effettuare un aggiustamento”.

La lettera del presidente del Consiglio Paolo Gentiloni al presidente della Commissione Jean-Claud Juncker “ricorda innanzitutto la tragedia e la continuità ahimè della tragedia, e quindi il fatto che l’Italia spenderà quello che serve”. La lettera, ha spiegato Padoan, serve “per ribadire questo punto, che mi sembra sia detto con molta chiarezza”.
A chi chiedeva poi se l’eventuale avvio di una procedura contro l’Italia per deficit eccessivo possa avere conseguenze sopportabili, il ministro ha risposto: “Una procedura d’infrazione sarebbe un grosso problema per l’Italia in termini di reputazione, che in questo periodo recente ha rafforzato e costruito; quindi una procedura d’infrazione sarebbe un’inversione a U rispetto a quello che abbiamo fatto fino adesso”. E alla domanda se questo significhi che avere l’apertura di una procedura non conviene all’Italia, Padoan ha replicato: “Mi sembra di essere stato chiaro”.

Quanto, infine, alle polemiche antieuropee che stanno montando in Italia, e anche nel Pd, contro le richieste della Commissione, viste nel contesto dell’emergenza per i terremoti, il ministro ha tagliato corto: “Gli accenti antieuropei ci sono sempre stati nel dibattito italiano, non sono una novità”, ha concluso.

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