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Parlate a bassa voce, il vostro telefono vi ascolta

I nostri smartphone potrebbero essere in ascolto: è davvero così? La nostra privacy è a rischio?

Fonte: Pixabay

I cellulari sono ormai diventati un’estensione del nostro corpo e ci accompagnano ovunque. Sono forse l’oggetto che consideriamo più personale, che contiene molte e spesso troppe informazioni sulla nostra vita.

Gli smartphone sono dei telefoni, ma la connessione alla rete web li rende anche dei piccoli strumenti che tracciano ogni nostra mossa: non solo la cronologia delle ricerche online o la lista delle chiamate effettuate, ma anche la nostra posizione sul territorio e i nostri spostamenti (tramite il GPS, che però può essere disattivato). Inoltre, sono pieni di registrazioni audio: solo quelle di cui siamo consapevoli o anche altre registrate di nascosto? Scopriamolo.

Smartphone come spie in ascolto

C’è un aspetto a cui non si pensa quasi mai, ovvero alla capacità dei nostri smartphone di essere anche apparecchi per la registrazione di suoni. Non solo contengono le note audio inviate tramite i servizi di messaggistica istantanea, ma anche tutte le richieste che vengono fatte tramite gli ormai popolari servizi come Siri per Apple, Cortana per Microsoft e Google Assistant.

Una prima domanda è che fine facciano tutte queste registrazioni. Non vengono ascoltate da altre persone, almeno non in senso proprio: spesso vengono utilizzate dalle società che le hanno raccolte tramite l’applicazione di algoritmi che ne estrapolano alcune informazioni chiave e le sfruttano per offrire servizi in linea con le proprie abitudini. Questa può rivelarsi anche un’arma a doppio taglio: da un lato porta ad offrire servizi misurati sulle nostre preferenze, ma d’altra parte può anche rendere quest’offerta limitata e limitante, magari in base al sesso o all’etnia di appartenenza.

Gli smartphone ci accompagnano ormai ovunque e forse anche questo potrebbe avere un ruolo nella capacità dei nostri telefoni di ascoltarci sempre: i rumori di sottofondo rivelano in che stanza siamo, le voci che accompagnano la nostra mentre parliamo raccontano in compagnia di chi siamo e rumori per noi inudibili provenienti dalle tv durante le pubblicità sono rilevabili dai nostri telefoni. Dobbiamo preoccuparci?

Come difendersi dal pericolo di essere ascoltati

Le società di comunicazione e web più grandi, in genere, sono abbastanza trasparenti nel dichiarare come vengono utilizzati gli audio raccolti dalle proprie app (sempre con il consenso dell’utente, ad esempio avviando manualmente la funzionalità di registrazione) e nel rispettare quanto dichiarato in materia di privacy.

La minaccia può sorgere con le app secondarie, meno note e appena diffuse: il consiglio può essere quello di non essere i primi a scaricarle e utilizzarle, ma di aspettare qualche giorno. Google and Apple sono in genere rapide ad eliminare quelle app che possono essere una minaccia per i propri utenti.

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