Partner attraente? Rischi disturbi alimentari #lodicelascienza

Secondo una ricerca dell'Università della California, le donne che si sentono meno belle dei partner sarebbero più a rischio per disturbi alimentari.

Quando in una coppia la donna si sente meno attraente del suo partner rischia maggiormente di sviluppare problemi alimentari: questo è quanto riporta una ricerca scientifica, condotta dall’Università di Stato della California e pubblicata su Body Image Journal, una pubblicazione interamente dedicata all’immagine del corpo e alle ripercussioni che questa ha sui vari aspetti della vita. I risultati di questa ricerca sono abbastanza avvilenti per le donne: non solo infatti la donna che ha a fianco a sé un uomo attraente si sentirebbe perennemente insicura (tanto da poter scivolare in un disturbo alimentare), ma, al contrario, secondo questo studio l’uomo che ha vicino a sé una donna più bella non ne risente affatto e non pensa proprio a dedicarsi a diete e sport per migliorare il suo aspetto.

La ricerca è stata condotta studiando 113 coppie che si erano sposate da meno di 4 mesi, nella fascia d’età dai 20 ai 29 anni: a queste coppie è stato sottoposto un questionario sulle motivazioni che li spingono a mangiare sano, a fare sport e a condurre una vita attiva. Contemporaneamente i protagonisti dello studio sono stati fotografati e il loro corpo è stato valutato con votazioni da 1 a 10. Il risultato è stato che, in linea generale, nelle coppie dove il marito risultava essere più attraente della moglie, quest’ultima aveva un pessimo rapporto con il proprio corpo ed era a rischio di disturbi alimentari. A far scattare l’allarme alcune risposte, incluse nel questionario, del tipo “dopo mangiato mi sento in colpa”, “sono terrorizzata all’idea di prendere peso”, “amo la sensazione dello stomaco vuoto”.

Lo studio era finalizzato ad offrire un maggior supporto alle donne che soffrono di disturbi alimentari: secondo Andrea Meltzer, professore di psicologia e co-autore dello studio, un approccio vincente potrebbe essere quello di concentrarsi sulla relazione di coppia della paziente.

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