Pato: "Ronaldo mi disse di seguirlo... con Playboy"

Il 'Papero' ripercorre la sua esperienza al Milan: "O lui o Kakà e la chiesa".

Fonte: Getty Images

Nell’1-2 di Villarreal-Osmanlispor è entrato solamente durante la ripresa. I tempi delle faville al Milan – quando segnava dopo una manciata di secondi persino al Camp Nou del Barcellona degli extraterrestri – sono lontani, ma non dimenticati.

Pato li ha ripercorsi durante un’intervista rilasciata a Fox Sports. Un’intervista in cui il Papero si è confessato, rivelando anche aneddoti e sensazioni di quando indossava la maglia rossonera, dal 2007 al 2013 (per un totale di 150 presenze ufficiali impreziosite da 63 gol).

Un particolare decisamente succoso dell’intervista è il passaggio sui primissimi tempi al Milan e la scelta tra il Diavolo (non il Milan, ma quello tentatore!) e un Angelo (o meglio, un’atleta di Dio): “Quando sono arrivato al Milan ho incontrato tanti giocatori fortissimi. In spogliatoio ero seduto tra Maldini e Ronaldo e di fronte avevo Kakà. Uno dei primi giorni ricordo che Ronaldo mi chiese se volessi entrare nel suo gruppo, facendomi vedere un giornale di playboy, oppure nel gruppo di Kakà che aveva un po’ cose di chiesa in spogliatoio”.

Playboy a parte, poi Pato iniziò la relazione con Barbara Berlusconi: “I giornali dicono tante cose però io non ho mai lasciato che la vita privata potesse entrare in campo con me. Ho sempre dato la mia vita per il club, difeso i miei  compagni, dato il meglio per i miei compagni. Nella mia vita privata condivido i miei migliori momenti in campo ma non ho mai permesso si intromettesse nel mio lavoro. Silvio Berlusconi con me è sempre stato lo stesso. E’ stato un gentleman e mi ha trattato sempre tanto bene, anche quando sono andato da lui per chiedergli di tornare in Brasile e all’inizio non voleva lasciarmi andare. Però alla fine ci siamo trovati d’accordo e ha capito anche grazie al dottor Galliani che la cosa giusta era lasciarmi partire. Li ringrazio entrambi. Il rapporto con loro è sempre stato dei migliori”.

Durante l’intervista l’attaccante brasiliano ha anche raccontato il momento più bello e appagante che ha vissuto al Milan: “Il momento più bello con la maglia del Milan è stato quando sono arrivato a Milano con la gente che mi aspettava fuori dall’aeroporto, che si alzava per darmi la mano e quando ho indossato la prima volta la maglia rossonera. Dopo il mondiale per Club che vinsi si sono susseguiti i nomi di squadre importati intorno al mio nome ma quando è arrivato il Milan ci ho pensato tanto perché c’erano tanti giocatori con i quali volevo giocare, avevano vinto la Champions e ho deciso anche con i miei genitori, con la mia famiglia. Dissi loro che volevo andare al Milan!”.

Il finale è sul il cambio di proprietà e sul futuro del club meneghino: “Ho conosciuto il Milan quando c’era Berlusconi e sono andato via quando c’era Berlusconi. E’ diverso il Milan senza di lui ma l’immagine del Milan sarà sempre Berlusconi. Il Milan sta cambiando tante cose e la squadra si sta mettendo apposto. Loro vogliono giocare solo con italiani ma sono sicuro che il Milan tornerà ad essere quello di sempre anche se oggi in Italia conosciamo la forza della Juve. Il Milan ha dei grandi giocatori, guardo sempre le partite, il prossimo anno giocherà in Europa”.

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