Pellegrini, il perché del ko a Rio: "Ho calcolato male il ciclo"

Dopo le vacanze al caldo alle Maldive, la campionessa si ributta anima e corpo nell'allenamento più duro

Federica Pellegrini, nuova versione. Dopo le vacanze al caldo alle Maldive, la campionessa si ributta anima e corpo nell’allenamento, quello più duro. L’obiettivo sono i Mondiali di Budapest a luglio, ma non solo. “Il programma è quadriennale. Una volta deciso di continuare, era scontato. Fare la quinta Olimpiade mi attrae molto, anche se non so quanto sarò competitiva a Tokio, a 32 anni”. Così, in un’intervista a Corriere.it., la Pellegrini svela parte del suo futuro e qualche retroscena del recente passato.

Il 2016, un anno da incorniciare…se solo non ci fosse stata Rio… “Vero, quella finale è stata l’unica cosa sbagliata. Cosa non ha funzionato? Mi sono ascoltata dentro a lungo, ho parlato con il mio allenatore (Matteo Giunta) e alla fine abbiamo capito che la causa è stata la vicinanza al ciclo. L’ho calcolato malissimo, e mi sono trovata a gareggiare nel momento per me peggiore fisicamente: mi sentivo come su un’altalena, con cali e stanchezze repentine”.

“Non ammetto più che possa venirmi affibbiato il solito problema mentale. È passato il tempo in cui ero la bambina alle prima armi. Era la mia quarta finale olimpica, sapevo cosa mi giocavo. Anzi, a detta di tutti ero persino troppo tranquilla…”. “Quel giorno me lo porterò dietro per tutta la vita – racconta -. Appena uscita dall’acqua ho detto ‘basta, non voglio più soffrire così’. I pianti e le facce disperate di chi mi stava intorno spero di non rivederli mai più…”. “Sono istintiva, volevo solo tornare a casa. Meno male che c’è stato chi mi ha riportato con i piedi per terra”.

Ready to go…. @chetempochefa h20:30 #rai3 ?

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“Mia mamma mi ha detto: “Primo, hai le staffette, non puoi abbandonare la squadra; secondo, sei la portabandiera, stai lì zitta e basta”. Ho risposto: “Ok mamma, resto”. Ma non avrei mai accettato di smettere con quell’ultimo ricordo del nuoto”.

“Gli insegnamenti del 2016? Me ne porto due. La prima, pratica, è che una controllata al ciclo va sempre data. La seconda è che se sono riuscita a passare su una delusione così grande è perché sono ancora innamorata del nuoto come il primo giorno”.

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