Per Rossi il 2017 è già un'incognita

La Honda, che con Marquez ha il titolo di quest'anno già in tasca, sembra più avanti della Yamaha anche per l'anno prossimo. Ecco perché.

Fonte: Getty Images

Per Valentino Rossi il 2017 rappresenta già un'incognita.

La Honda, che con Marc Marquez ha il titolo delle MotoGp di quest'anno già in tasca, sembra più avanti della Yamaha anche per l'anno prossimo. Marquez e Pedrosa all'indomani di Misano hanno provato per la prima volta il prototipo 2017 e lo faranno anche oggi ad Aragon. 

La Yamaha, invece, dovrà aspettare i test di Valencia in programma quando il campionato del mondo in corso sarà già terminato.

A fare luce sulla questione, con 'La Gazzetta dello Sport', è stato il team manager della Yamaha, Maio Meregalli. "Anche noi avremmo dovuto provare a Misano e ad Aragon, invece è stato deciso che proveremo la nuova moto solo a fine campionato. E dopo i test di Valencia, il 23 e 24 novembre andremo a Sepang, in Malesia. Negli ultimi anni la M1 ha sempre subìto aggiornamenti, questa volta ci sarà qualcosa di nuovo e più complesso. Non sarà una rivoluzione, però un’evoluzione più importante. Se abbiamo ritardato il debutto della moto 2017 è proprio perché in Giappone stanno lavorando a questo".

"Non siamo peggiorati, piuttosto è la Honda che ha fatto grossissimi passi in avanti. Gli ultimi sviluppi, parlo del telaio e del forcellone, non hanno dato i risultati che ci aspettavamo, e le gomme giocano sempre un grosso ruolo: a volte favoriscono noi, a volte gli altri. Aragon, poi, non è mai stata una pista a noi favorevole e non è un caso se negli ultimi anni l'abbiamo eletta come nostra pista test. Però, alla fine domenica alle spalle di Marquez c'eravamo noi e tutti gli altri sono finiti dietro", aggiunge Meregalli.

Chiusura, quasi fisiologica, su Jorge Lorenzo (quasi centrato da Rossi ad Aragon), che a fine anno cambierà casacca per approdare alla Ducati. "Anche se a fine stagione lo spagnolo andrà via, continua a provare tutte le novità, tranne quelle esclusive per il 2017. E la filosofia della Yamaha è che finché l’aritmetica concede a un pilota delle possibilità non ci saranno ordini. Ma se una volta escluso definitivamente dalla lotta glielo chiedessero, non mi stupirei se Jorge li ascoltasse".

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