Perché in Mozambico nascono elefantesse senza zanne

Nel corso degli ultimi cinquant’anni è cresciuto il numero di elefantesse senza zanne: così la specie ha protetto se stessa.

27 Ottobre 2021
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Una delle piaghe che colpisce il mondo animale è il bracconaggio, contro il quale spesso neppure le leggi riescono fare molto. Nonostante le normative vigenti, infatti, la pratica illegale è ancora diffusa mettendo in pericolo tante specie, soprattutto quelle protette e a rischio estinzione. E proprio a tutela di se stessa la natura ha iniziato a mettere in atto un comportamento per salvaguardare gli elefanti.

Uno studio riferito dalla CNN mostra come nel parco di Gorongosa, nel Mozambico, siano sempre più numerose le elefantesse senza zanne. Questa particolarità è stata segnalata sempre più frequentemente nel corso degli ultimi cinque decenni e gli esperti l’hanno ricondotta a ragioni di difesa. Un modo, dunque, di adattarsi alle condizioni di vita in un habitat che sa essere molto ostile.

Proprio il Mozambico, nello specifico, ha visto proliferare il commercio illegale di avorio negli Anni Ottanta durante il conflitto civile. Soldati e milizie si approvvigionavano anche grazie al denaro ottenuto dalla vendita delle zanne in cambio di armi, munizioni e altro materiale bellico. La CNN, riportando i dati della rivista ‘Science’, riferisce numeri drammatici: tra il 1972 e il 2000 il numero di elefanti nel Paese africano è crollato al di sotto dei trecento esemplari.

Al contempo, la nascita di esemplari sprovvisti di zanne andava triplicando, un fenomeno che coinvolge solo le femmine. La mutazione genetica alla base dell’assenza di zanne, infatti, causa la morte dei maschi ancora prima del parto. E non finisce qui: lo studio osserva come queste elefantesse abbiano avuto più probabilità di sopravvivenza rispetto a quelle dotate di zanne.

Le conclusioni portano, dunque, a considerare queste nascite più frequenti come adattamento della specie di fronte ai pericoli. Un processo avvenuto in breve tempo che ha permesso alle elefantesse di sopravvivere alle loro simili trasmettendo, così, i propri geni alla prole. Oggi, gli esemplari nel solo parco di Gorongosa sono saliti a ottocento e sono attualmente oggetto di osservazione per capire le conseguenze di questa evoluzione.

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