Perché la Borsa di Milano ha chiuso in rosso (quasi -3%)

Aumenta lo spread

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Milano, 30 gen. (askanews) – Avvio di settimana pesante per i titoli dei gruppi big del comparto creditizio-finanziario-assicurativo e non solo, che hanno affossato Piazza Affari, la peggiore in un contesto europeo di Borse cedenti. L’indice Ftse Mib ha lasciato sul terreno il 2,95% a 18.759,4004 punti, mentre il Ftse All Share ha perso il 2,74% a 20.538,7305 punti. Male anche lo spread tra i rendimenti di Btp e Bund decennali, che si è allargato in area 188 punti base sull’onda dell’esito delle aste odierne (con i tassi in risalita) e delle incertezze sul quadro politico futuro.

Ad affossare il listino delle blue chip – interamente caratterizzato da segni meno – è stato in primis il crollo di UniCredit, che ha lasciato sul terreno il 5,45% a 26,2 euro, con un minimo toccato a 25,99 euro e scambi corposi (è passato di mano l’equivalente dell’1,8% del capitale) sui timori legati all’imminente varo del maxi-aumento di capitale da 13 miliardi di euro dopo quanto è emerso dal voluminoso documento di registrazione predisposto dalla banca e approvato dalla Consob, pubblicato oggi.

Molto pesanti Ubi Banca (-6,8%), Saipem (-6,7%), Unipol (-5,6%), Tenaris (-4,9%), Bper (-4,8%), UnipolSai (-4,6%).
Ribassi significativi anche per Generali (-3,1%%), Intesa Sanpaolo (-3%) e Mediobanca (-2,6%).

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