Perché si chiamano chiacchiere di Carnevale?

Hanno mille nomi, ma sono conosciute per lo più come chiacchiere: ecco la particolare origine del nome dei dolci tipici di Carnevale

7 Febbraio 2021
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A Carnevale, oltre al fatto che ogni scherzo vale, è anche consentito abbuffarsi di dolci: sì, possiamo concederci qualche strappo prima della Quaresima e cosa c’è di meglio di castagnole e chiacchiere?

No, non intendiamo chiacchiere tra amici e parenti, ma dei tipici fritti con lo zucchero a velo che in Italia hanno decine di nomi diversi a seconda delle zone in cui si mangiano. Ai tempi dei romani, le chiacchiere venivano chiamate frictilia perché fritte nel grasso di maiale e si presume venissero preparate durante i Saturnali – feste molto simili al nostro Carnevale (per conoscere la vera storia di questa ricorrenza, ecco tutti i dettagli)– tuttavia hanno assunto il nome che conosciamo noi grazie alla Regina Margherita Savoia.

Racconta la leggenda che a Napoli la Regina chiese al fidato cuoco di corte Raffaele Esposito un dolce che accompagnasse alla perfezione le chiacchierate pomeridiane con i suoi ospiti: di lì lo chef reale ebbe l’intuizione geniale arrivata fino a noi.
Oltre a chiacchiere, queste frittelle dolci sono conosciute anche come bugie, frappe, cioffe, strufoli o fiocchetti. Anche all’interno della stessa regione, poi, le chiacchiere possono essere chiamate con nomi diversi. Un esempio? In Piemonte va bene chiamarle sia risòle che gale che bugie; in Emilia si chiamano sfrappole, intrigoni oppure pizze fritte. A Venezia, invece, le chiacchiere vengono chiamate galàni o crostòli!

Quale che sia il nome con cui siamo abituati a chiamare le chiacchiere, la loro preparazione non è difficilissima (se avete il Bimby a casa, sarà un gioco da ragazzi). Gli ingredienti sono:

  200 gr di farina

  40 gr di burro o strutto

  2 uova

  1 cucchiaio abbondante di zucchero

  1 limone

  olio di arachide per friggere

  zucchero a velo

  sale

Fondamentale, affinché vengano gonfie al punto giusto, portare l’olio d’arachide a temperatura e non riempire troppo il tegame; se invece preferite dimezzare le calorie, provate la versione al forno.

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