Perché Sony carica un intero film su YouTube invece del trailer?

Pubblicità o semplice errore umano? Ecco cosa è accaduto qualche giorno fa alla Sony Pictures

Trovata pubblicitaria o semplice errore? La Sony Pictures è la protagonista di un evento un po’ curioso e fuori dall’ordinario, accaduto qualche giorno fa.

Il colosso impegnato attivamente nella produzione e distribuzione televisiva e cinematografica, ha reso nota l’uscita di un nuovo film, ma in una modalità un po’ diversa dal solito. È stata caricata, forse per sbaglio, sulla pagina YouTube del brand, un intero film invece del semplice trailer.

Il film in questione è “Khali the Killer”, una pellicola d’azione diretta da Jon Matthews, rilasciata in Germania a Novembre del 2017, ma che dovrebbe uscire nelle sale cinematografiche americane il 31 agosto 2018. Nel cast ci sono anche Carolina Calderon, Deena Freeman, Ryan Dorsey e Richard Cabral nel ruolo del protagonista Khali, ovvero un serial killer. Quest’ultimo è alla fine della sua carriera e decide di prendere un ultimo lavoro per contribuire nel pagamento delle cure per la nonna in fin di vita. Il suo nuovo “obiettivo” però, lo mette in difficoltà e si troverà a dover prendere una decisione difficile.

Capita spesso di lamentarsi dei fastidiosi spoiler presenti in rete e che sbucano ovunque, sempre pronti a svelare il colpo di scena inaspettato o in casi estremi, anche il finale di un film o della serie tv preferita. In questo caso invece, si è andati un po’ oltre: il trailer, così definito dalla Sony Pictures, in realtà era l’intero film e in tutta la sua durata. Ovvero 89 minuti e 46 secondi fruibili in maniera free dagli utenti che si sono collegati nelle otto ore in cui il video è rimasto su YouTube.

Il video, è stato inizialmente notato dal sito CBR.com, e a qualche ora dalla sua circolazione e dopo aver raggiunto quasi 11.000 visualizzazioni è stato eliminato. “Khali the Killer” non è un film noto e ci si chiede se, proprio per questo, la Sony non abbia voluto dare un assaggio un po’ più generoso di questo lungometraggio.

La domanda resta: una buona trovata marketing o un semplice errore dettato dalla natura umana?

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