Perde l'uso delle gambe, lo sport gli cambia la vita

La storia di Riccardo Cavallini è molto simile a quella di Alex Zanardi: due campioni nella vita e nello sport.

Fonte: Facebook

Tutti conosciamo la gigantesca forza d'animo di Alex Zanardi, che dopo il grave incidente del 15 settembre 2001 perse entrambe le gambe, ma capace – sempre con grande allegria – di vincere 4 Ori e 2 Argenti alle Paralimpiadi e 8 Ori e 2 Argenti ai Mondiali, nella disciplina dell'handbike.

Forse non tutti conoscono, però, una storia analoga a quella del pilota bolognese. Il protagonista si chiama Riccardo Cavallini e, come per Zanardi, la svolta radicale nella sua vita è arrivata con un drammatico incidente automobilistico. All'età di 28 anni, mentre rincasava sulla via Bolgherese che si staglia tra i vigneti del livornese, Riccardo sbandò a bordo della sua auto, centrò e abbatté un albero che fece ribaltare la sua vettura e terminò la sua corsa contro un altro albero. Venne prontamente soccorso e trasportato d'urgenza in ospedale e riuscì a sopravvivere al coma. Ma i medici furono costretti a comunicare la brutta notizia: avrebbe perso l'uso delle gambe.

Era il 4 giugno del 2001, qualche mese prima dell'incidente di Zanardi.

Ora Riccardo Cavallini è un atleta che gareggia e ottiene ottimi risultati in atletica leggera e proprio in handbike. Ha già partecipato a un campionato europeo nella categoria T51 e ha ottenuto la terza piazza assoluta quest'anno alla sua prima edizione del Giro d'Italia di handbike. Assurdo, se si pensa che la sua attività sportiva sia iniziata solo nel 2010 per quanto riguarda l'atletica e solo un anno fa per l’handbike.

Sì, perché per Riccardo, che ora ha ritrovato la sua forza interiore grazie allo sport al punto da fondare l'associazione You Can che promuove attività per tetraplegici, non è stato facile lasciarsi alle spalle l’incidente. Lo ha raccontato lui stesso a Il Tirreno: "Sì, lo confesso, subito dopo l'incidente è stata durissima; non guardavo neppure lo sport in tv. Poi la svolta grazie all'amico Alvise De Vidi, 50 atleta tetraplegico con 15 medaglie in carniere conquistate in ben sette edizioni delle Paralimpiadi. È stato grazie a lui che ho deciso di fare atletica. Sono stato a Padova dove hanno fabbricato la carrozzina con cui gareggio, lui mi ha insegnato la tecnica per esprimermi, come spingere, come posizionarmi. È stato il mio maestro".

Un'altra caratteristica che Cavallini condivide con Zanardi (e anche con la straordinaria Bebe Vio) è senza dubbio la grande umiltà: "Io capisco benissimo chi dopo un incidente che ti cambia la vita vive un momento di isolamento. E non voglio giudicare, non chiedo e non voglio compassione, semmai comprensione. Dopo l'incidente niente è stato più lo stesso. Invece tenersi occupati costantemente aiuta a sentirsi vivi. Quello che faccio, oggi, lo faccio per me. Non voglio impartire delle lezioni".

"In fondo lo sport mi ha migliorato la vita", ha concluso.

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