"Perseguitato dalla giustizia" minaccia di buttarsi dal Tribunale di Milano

L'uomo, incensurato, dopo 3 ore convinto a desistere dai pm

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Milano, 10 gen. (askanews) – Si è arrampicato su un’impalcatura del palazzo di Giustizia di Milano minacciando di gettarsi nel vuoto da un altezza di oltre 15 metri. Ha deciso di desistere soltanto dopo circa 3 ore, grazie all’intervento del procuratore aggiunto Alberto Nobili e dello storico pm di Mani Pulite Gherardo Colombo, che lo hanno convinto a tornare sui propri passi.

Protagonista della vicenda D.F., 29 anni, che si è definito più volte un perseguitato della giustizia. “Sono 12 anni che se la prendono con me e non mi lasciano in pace”, ha urlato, tra l’altro, dopo essere salito sul ponteggio intorno alle 14.30 di questo pomeriggio. Chi era presente, lo ha visto scavalcare la recinzione che circonda il perimetro dell’edificio e arrampicarsi come un gatto sulla cima dell’impalcatura. Immediata è scatta la macchina dei soccorsi: sul posto sono arrivati Polizia, Carabinieri, Vigili del Fuoco e personale medico del 118. Via Freguglia, la strada che costeggia la cittadella giudiziaria milanese, è stata chiusa al traffico anche per consentire ai Vigili del Fuoco di posizionare un air pack, una sorta di enorme materasso anticaduta. Nonostante il clima gelido – oggi a Milano è caduta la prima neve della stagione – l’uomo – giacchetta nera con cappuccio, zaino in spalla – è rimasto “appeso” all’impalcatura di ferro senza guanti, rifiutando ogni genere di soccorso. Momenti di tensione soprattutto quando due operatori dei vigili del fuoco hanno tentato di raggiungerlo utilizzando l’autoscala. “Ho detto di no, andate via”, ha inveito l’uomo, spostandosi rapidamente dall’altro lato del ponteggio. Anche Mauro Clerici, il pm di Milano di turno oggi, è salito sull’impalcatura per parlargli ma il suo è stato un tentativo vano.

La situazione è cambiata dopo la richiesta dell’uomo di parlare con Gherardo Colombo. E l’ex magistrato del pool di Mani Pulite, che questo pomeriggio era atteso a convegno, è arrivato subito sul posto, contattato dal procuratore Francesco Greco. Salito sul ponteggio, gli ha parlato a lungo insieme al procuratore aggiunto facente funzione Alberto Nobili. Tanto da convincerlo a indossare un’imbragatura che l’uomo si è tolto dopo pochi minuti. Soltanto dopo un lungo colloquio i due magistrati lo hanno convinto a desistere e a rientrare nell’edificio da una finestra.

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