Pescivendolo, bigliettaio e bomber implacabile: le tre vite di Carlos Bacca

Tutto sul fuoriclasse del Milan: dall'origine del soprannome Peluca alla sua esultanza dopo i gol...

Fonte: Getty Images

Un bomber implacabile, con un passato insospettabile. Carlos Bacca è sempre più protagonista del campionato di serie A, e detiene una media tiro/gol impressionante: 23 reti su 45 tiri nello specchio della porta nella massima serie italiana. Adriano Galliani lo celebra ("Vale quanto Higuain e Icardi, non vedo alcuna differenza") e le statistiche della punta colombiana sono in effetti impressionanti, tanto che è uno dei favoriti per aggiudicarsi la classifica cannonieri a fine stagione.

Una carriera costruita passo, dopo passo, sacricifio dopo sacrificio, cominciata tardissimo: il primo match tra i professionisti lo gioca solo a 22 anni, in netto ritardo rispetto ad altri fenomeni (Messi a 22 anni aveva già vinto 2 Champions League).

La storia di Bacca inizia a Barranquilla: dai cinque anni ha aiutato il padre, il nonno e lo zio nella pescheria di famiglia, quando è diventato più grandicello ha fatto il bigliettaio sul bus notturno tra Barranquilla e Puerto Colombia, e contemporaneamente giocava con l'Atletico Junior. "Non mi fidavo del calcio – ha confessato in un'intervista alla Gazzetta dello Sport -. Mi chiedeva grandi sacrifici e non ero sicuro che potesse darmi un’opportunità di vita reale – aveva dichiarato in un'intervista alla Gazzetta dello Sport -. Ero bravo ma non mi piacevano gli allenamenti, non mi piaceva sacrificarmi, non mi piaceva alzarmi presto, così mi ero trovato un lavoro, facevo il bigliettaio sugli autobus da Barranquilla a Puerto Colombia, che mi dava da vivere senza grande sforzo, mentre nel calcio non guadagnavo. Mi sembrava che il calcio non mi offrisse sbocchi: giocavo, giocavo ma l’opportunità vera non arrivava".

Soprannominato il Peluca fin da piccolo ("Da bambino avevo la testa piena di capelli. Se dicevi Carlos al mio paese nessuno mi conosceva. Se dicevi El Peluca tutti sapevano che ero io. Ora se dici Carlos Bacca, beh, mi conoscono…"), segna 50 reti in cento partite nella serie colombiana prima che qualcuno si accorga di lui.

Poi finalmente a 26 anni il salto nel grande calcio, l'Europa, l'approdo prima al Club Brugge in Belgio, dove segna valanghe di reti, e la consacrazione definitiva al Siviglia dove vince l'Europa League. Nel 2015 il passaggio al Milan, dove spera di conquistare altri trofei e continua ad esultare ringraziando Dio: "Perché mi ha ha dato le qualità per giocare a calcio e per questo ogni volta che segno alzo le braccia al cielo".

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