Petizione europea per fermare il commercio di pinne di squalo

Sono centinaia, ogni minuto, gli squali che vengono mutilati per commerciarne le pinne: ora gli animalisti si mobilitano a livello europeo.

1 Ottobre 2021
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È tempo di dire basta alla pratica atroce a cui sono sottoposti ogni minuto centinaia di squali in tutto il mondo. Mutilati ancora vivi e poi lasciati morire dopo essere stati gettati in mare, gli squali sono tristemente al centro di commerci illeciti. In particolare, a fare gola ai trafficanti sono le pinne, la cui circolazione rende difficile anche l’identificazione delle specie rispetto al trasporto di corpi interi.

Sono, infatti, dodici le specie protette dal Cites che riescono a essere intercettate con facilità nel caso di animali integri. Già proibito nelle acque e a bordo delle navi nel territorio dell’Unione Europea, il taglio delle pinne viene ugualmente praticato a causa degli scarsi controlli. Ma lo ‘spinnamento’, oltre a render ancora più crudele la pratica, ne rende quasi irriconoscibili gli esemplari.

L’Europa ogni anno, secondo i dati forniti da Oipa – Organizzazione internazionale protezione animali –, arriva a esportare 3,5 mila tonnellate di pinne destinate soprattutto al mercato orientale. È qui, infatti, che viene preparata una zuppa tradizionale che il nostro continente serve alimentando un’industria sanguinaria (e milionaria). Ora, di fronte a questa barbarie, la stessa Oipa ha lanciato un’iniziativa che vuole sensibilizzare e coinvolgere i cittadini europei.

Si tratta di ‘Stop Finning – Stop the Trade’, una raccolta firme contro importazione, esportazione e transito delle pinne di squalo. «Il ‘finning’, o ‘spinnamento’, è una pratica brutale usata nella pesca in alto mare che sempre più frequentemente viene praticata attraverso le cosiddette ‘catture accessorie indesiderate’ di tonno e pescespada”, spiega il presidente Massimo Comparotto.

Che aggiunge: “Agli squali catturati vengono tagliate le pinne da vivi: una crudele e dolorosa mutilazione dopo la quale gli animali sono ributtati in mare dove affondano e muoiono dissanguati. Lo ‘spinnamento’ è un metodo di pesca ‘salvaspazio’ e in quanto tale altamente proficuo”. Da qui la richiesta della petizione europea: estendere il Regolamento UE n. 605/2013 ‘Fins Naturally Attached’ bandendo ogni forma di commercio di squali e razze nell’UE.

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