Petrucci pensa ai terremotati: "Ecco cosa voglio regalargli"

Il centauro della Ducati Pramac annuncia anche una dedica speciale.

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Fonte: Getty Images

Il circus della MotoGP ha attraversato la Manica per raggiungere Silverstone, dove domenica andrà in scena il Gran Premio della Gran Bretagna.

Chi avrà una motivazione in più per dare gas e tentare il colpaccio è Danilo Petrucci. Il centauro della Ducati Pramac, che abita a Terni, è rimasto scottato dalle notizie provenienti da Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto, i tre comuni maggiormente colpiti dal terremoto dello scorso 24 agosto: praticamente a due passi da casa sua, circa 35 chilometri in linea d'aria.

Il 25enne, che quest'anno nel Motomondiale ha ottenuto come massimo il settimo posto (nel GP di Francia e nel GP della Repubblica Ceca), ha ancora in mente i ricordi della scossa a Nocera Umbra, nel 1997. Sul tema si è confidato con Repubblica: "In linea d'aria, abito a 30-40 chilometri da Amatrice. Le mie montagne. E' lì che sono cresciuto, che ho imparato ad andare in moto. Terre straordinarie, ma mi ricordo ancora della scossa che fece tutti quei danni a Nocera Umbra, nel '97: ero un bambino. E i miei genitori hanno tante altre storie tristi, da raccontare".

Per questo Petrucci vuole gareggiare a Silverstone con un obiettivo: "Sarebbe bellissimo regalare alle genti colpite dal terremoto un podio qui in Inghilterra, come quello dell'anno scorso".

"Tra 10 giorni, a Misano, dedicherò loro anche il mio nuovo casco", ha aggiunto.

Il pilota ternano ha poi analizzato la sua caratteristica principale, ovvero la destrezza sul bagnato: "Lo scorso anno il temporale mi ha aiutato, lo ammetto. Sull'asciutto avevo fatto la peggior qualifica dell'anno (ovvero 18esimo, ndr), poi si è scatenata una bufera e ho chiuso secondo dietro a Valentino. Credo di aver fatto corse migliori, ma di sicuro quello è il risultato più importante della mia carriera. Fino ai 15 anni ho corso con moto da cross e trial: per questo ho un buon controllo sulle superfici scivolose, con scarsa aderenza. Ma quando sono arrivato in MotoGp avevo paura anch'io: il fatto è che allora la mia moto andava veramente piano, così per mettermi in mostra sono stato costretto a rischiare dove gli altri erano prudenti. Mi è andata bene, ho cominciato ad avere fiducia".

Nel caso in cui Petrucci riesca davvero a salire sul podio, la speranza è che la sua dedica alle popolazioni terremotate non venga punita come quella di Boateng.

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