Piero Chiambretti sogna un format con i bambini

"Sogno un programma in prima serata con i bambini, saranno i grandi di domani" ammette Piero Chiambretti, che poi aggiunge: "Ma non so se torno in tv"

2 Luglio 2020
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Fonte: ANSA

Il 2020 per Piero Chiambretti è stato un periodo particolarmente difficile. Spesso abbiamo visto il suo nome nei titoli di giornale, a causa del suo ricovero d’urgenza in ospedale insieme alla mamma Felicita, entrambi colpiti dal Coronavirus. Felicita, la madre di Piero, non ce l’ha fatta e, anche se Chiambretti è guarito, la sua vita è drasticamente cambiata, come lui stesso ammette in una lunga intervista rilasciata a La Stampa.

“Non so se tornerò in tv, e non ho ancora definito con Mediaset i programmi per la prossima stagione. – precisa infatti il conduttore interrogato su un suo ritorno sul piccolo schermo – Vorrei che l’anno nuovo portasse vita nuova”.

Piero Chiambretti poi aggiunge: “Mi piacerebbe fare qualcosa che non ho mai fatto prima, di diverso”. E nomina un format che potrebbe coinvolgere i bambini, sicuramente innovativo per il conduttore che ci ha abituato a programmi satirici e ironici. “Un programma in prima serata in cui i bambini si sostituiscono agli adulti. – suggerisce Piero Chiambretti – Si dice sempre che loro saranno i grandi di domani, ma molte volte sono già i grandi di oggi. Questa di massima sarebbe l’idea. Poi si sa, la televisione è peggio del calcio: tutti i giorni si cambia idea”.

Sulla sua esperienza personale in tempo di pandemia, però, Chiambretti vuole tenere (come è giusto che sia) il sipario calato. Tanto che ammette di aver rifiutato la proposta di Mondadori di scriverci un libro. “Non amo rendere pubblico quello che è privato. – confessa Piero – Dietro quelle due settimane in ospedale ci sono la malattia, la morte di mia madre, il senso della vita che è cambiato, il ripensamento delle mie scelte professionali. È stata un’esperienza troppo personale, troppo dolorosa per farla diventare un fenomeno da baraccone”. E su questo nessuno può dargli torto.

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