A Pompei è vietato scavare buche

Il nuovo regolamento pubblicato sul sito del parco archeologico di Pompei include un singolare divieto: non si possono scavare buche tra le rovine

Nuove regole per i visitatori del parco archeologico di Pompei: tra gli scavi, oltre a fumare e sfilare in bikini, da oggi è vietato anche… scavare buche.

Un provvedimento piuttosto singolare quello che appare nel nuovo regolamento pubblicato sul sito del parco archeologico, che sta già facendo molto discutere. In verità la misura è stata attuata come conseguenza ad alcuni atteggiamenti particolarmente diffusi tra le scolaresche in gita, che mettono seriamente a rischio la conservazione dell’area archeologica.

Chi è che si diverte a scavare buche tra templi e antiche rovine romane? Sarebbero soprattutto gli studenti francesi, tra i quali si è diffusa una vera e propria moda: nascondere “piccoli tesori” tra le Domus e invitare i compagni a trovarli. Insomma, ai Francesi piace la caccia al tesoro negli scavi di Pompei. Come se i tesori archeologici presenti nel parco non fossero abbastanza. Il divieto a “scavar buche” non è comunque l’unica novità nel regolamento: sono state infatti inasprite alcune “pene”, soprattutto in seguito alle continue lamentele di guide turistiche e personale di sorveglianza.  Ad esempio le scolaresche saranno espulse dal sito se, nonostante i rimproveri del personale, continueranno a mantenere un comportamento non consono.

Si è inoltre notato soprattutto nelle famigerate “domeniche al museo” un’assoluta mancanza di rispetto per i monumenti, per cui sono stati esplicitati sul codice di regolamento divieti che vigono in tutti gli altri musei del mondo, ovvero “Non salire su colonne e fontane”  o “non arrampicarsi sui muri antichi” (come se ci fosse bisogno di un codice scritto per capire che certe cose non vanno fatte). Purtroppo però, ed è un dato di fatto, il  fenomeno dei “turisti irrispettosi” è una piaga che si sta diffondendo a macchia d’olio in tutta la Penisola, da Roma a Venezia, da Firenze fino a Pompei.

Il vero problema a questo punto è però un altro: le regole scritte ci sono, e sono chiare a tutti, ma cosa bisogna fare perché vengano effettivamente rispettate? L’area archeologica di Pompei è piuttosto dispersiva, e tenere sotto controllo tutti i visitatori non è affatto impresa semplice, soprattutto se il personale di custodia è di una unità  per chilometro quadrato. Insomma, di spazio per scavare buche lontano da occhi indiscreti ce n’è.

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