Proteste alla Casa Bianca contro Trump. E' caos su bando migranti

Presidente difende decisione. Critiche da leader mondiali

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Roma, 29 gen. (askanews) – Continuano le proteste contro il decreto sull’immigrazione firmato dal presidente Usa Donald Trump. Un gruppo di manifestanti si è riunito fuori dalla Casa bianca, si legge su Cnn e Bbc. Ma nonostante le critiche sia dell’opinione pubblica che di molti leader mondiali, Trump va avanti e difende la decisione. “Il nostro Paese ha bisogno di confini forti e controlli estremi, ADESSO. Guardate cosa sta succedendo in tutta Europa e, anche, nel mondo, un caos orribile!”. Così ha twittato sul decreto che vieta l’ingresso negli Stati Uniti ai cittadini di sette Paesi a maggioranza musulmana (Iran, Iraq, Libia, Somalia, Sudan, Siria, Yemen) che ha avuto ripercussioni in tutto il mondo, con numerosi casi di passeggeri a cui è stato impedito l’imbarco sul proprio volo.

Altre proteste sono previste a New York, in molti aereoporti in tutti gli Stati Uniti, a Washington, a Los Amgeles, San Francisco, Chicago, Dallas, Denver, Seattle e Boston.

Intanto, mentre restano “una ventina” le persone ancora in stato di fermo rispetto alle “109” arrestate dall’entrata in vigore del divieto, resta il caos sull’applicazione delle nuove regole.

E se un giudice federale americano ha bloccato le espulsioni di migranti e altri viaggiatori bloccati ieri negli aeroporti statunitensi, si rincorrono le precisazioni e le aggiunte sul decreto. Il capo dello staff della Casa Bianca, Reince Priebus, ha spiegato che il bando temporaneo “non include i possessori di greencard”, ma chiunque provenga o torni da un viaggio dai sette Paesi inclusi nel decreto, anche i cittadini americani, sarà sottoposto a controllo.

Sono molti, però, i cittadini che sono stati respinti: anche sei siriani, alcuni di religione cristiana, che sono stati rimandati indietro dall’aeroporto di Philadelphia a Beirut.

La decisione del presidente americano Trump di vietare l’ingresso negli Stati Uniti ai cittadini di sette Paesi musulmani, tra cui l’Iran, è “un grande regalo agli estremisti”, ha scritto su Twitter il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif. Per la cancelliera tedesca Angela Merkel il decreto del presidente Trump che limita gli ingressi dei migranti negli Stati Uniti è “ingiustificato”. “A coloro che fuggono dalle persecuzioni, dal terrore e dalla guerra, sappiate che il Canada vi accoglierà indipendemente dal vostro credo religioso”, ha twittato il premier canadese Justin Trudeau.

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