Quando il calcio commuove: lezione di umanità in Messico (VIDEO)

Protagonista della vicenda è la sfortunata punta centrale del Murciélagos.

Fonte: Twitter

Anche se spesso collegati al calcio, o meglio da corollario, abbiamo assistito a episodi di violenza sugli spalti o a risse in campo, scaramucce e chi più ne ha più ne metta. Ma occorre sottolineare anche le vicende cariche di buoni sentimenti, addirittura commoventi, come quella che ha visto protagonista il calciatore messicano Ezequiel Francisco Orozco Padilla, al secolo Ezequiel Orozco.

Nato il 23 novembre del 1988, il brevilineo attaccante in carriera si è fatto largo a spallate nel Necaxa, nei Jaguares, nell'Atlante e nell'Altamira. Fino ad approdare al Murciélagos FC, la squadra di calcio della sua città natale, Los Mochis, nella provincia di Sinaloa. Qui, però, il dramma: a Orozco, soprannominato el Cheque in patria, è stato diagnosticato un tumore ai polmoni che ne sta mettendo a rischio il suo percorso sportivo e professionale.

Durante l'ultima partita di campionato, però, il Murciélagos e la squadra avversaria della 17esima giornata della Liga de Ascenso MX (la seconda divisione del calcio messicano), il Tampico Madero, hanno organizzato una grande manifestazione di solidarietà: Orozco ha potuto battere il calcio di inizio, toccare il pallone e assaporare il calcio per pochi brevi secondi prima di abbandonare il campo sostenuto da un compagno di squadra, tra gli applausi degli altri compagni, degli avversari e del pubblico presente. Orozco ha poi lasciato il campo passando attraverso un suggestivo corridoio umano. (Clicca qui per vedere il video)

Nei giorni scorsi, con grande stoicismo, Orozco si era allenato con i compagni nonostante le sue precarie condizioni fisiche. Per questo quella fascia di capitano indossata nei pochi secondi di partita che lo hanno visto in campo, è più che meritata.

Come ha raccontato il commentatore della partita tra Murciélagos e Tampico Madero, prima della partita i giocatori si sono riuniti nel cerchio del centrocampo per ribadire, commossi, in lacrime, il loro appoggio incondizionato al loro attaccante e il loro sostegno nella sua lotta per la vita.

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