Quattro anni fa moriva Franco Califano

Quattro anni fa moriva Franco Califano, grande poeta, playboy e anticonformista

Quattro anni fa moriva Franco Califano, grande poeta e anticonformista che ha fatto la storia della musica italiana. Artista ironico e fuori dagli schemi, playboy e romantico, Califano ci lasciava il 30 marzo del 2013 nella sua casa di Acilia.

La sua musica, la voglia di rompere gli schemi e la malinconia che accompagnava i suoi versi ancora oggi emozionando migliaia di fan, che oggi lo ricordano con commozione. Tanti i successi che l’hanno reso grande, da “La musica è finita” a “Io nun piango”, passando per “Minuetto”, “E la chiamano estate”, “Tac”, “L’ultimo amico va via”, “Un’estate fa”, “Una ragione di più” e “La mia libertà”. Ma il suo singolo più famoso resta “Tutto il resto è noia”, canzone-manifesto del Califfo.

Quella di Califano è stata una vita da film, raccontata in “Calisutra”, con tanti amori, passioni forti ed esperienze che segnano, prima di tutto il carcere, dove finì per ben due volte. La prima nel 1970, quando venne coinvolto insieme a Walter Chiari in una vicenda di droga, in seguito nel 1983, quando fu arrestato per possesso di stupefacenti e di armi. In entrambi i casi venne assolto in formula piena.

L’ultima parte della sua vita è stata raccontata in un film di Stefano Calvagna, mentre Paolo Silvestrini e Antonio Gaudino gli hanno dedicato un libro intitolato “Un attimo di vita”.

In ricordo del cantautore il comune di Ardea ha realizzato una fondazione ed una casa-museo, che ospita oggetti, testi e ricordi di Franco Califano. Il 1 aprile il Califfo verrà omaggiato anche a Latina con un tributo live realizzato dalla cover band L’ombra del Califfo. Il gruppo per l’occasione presenterà un brano inedito realizzato da Frank Del Giudice, storico bassista e autore di Califano, che realizzò anche il capolavoro “Tutto il resto è noia”. Il singolo, intitolato “Eccoci qua” è un grande omaggio a Franco Califano, alla sua vita e ai suoi modi di dire, un modo per riportarlo fra noi anche solo per una sera. D’altronde lui stesso aveva voluto lasciare il segno facendosi seppellire nel cimitero di Ardea con una targa molto significativa che annunciava: “Non escludo il ritorno”.

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