Ranking mondiale della corruzione: l'Italia al 60esimo posto

La classifica di Transparency

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Roma, 25 gen. (askanews) – Per il terzo anno consecutivo l’Italia segna un miglioramento del suo Indice di percezione della corruzione nel settore pubblico e politico (CPI), raggiungendo quota 47 su 100 (scala da 0 “molto corrotto” a 100 “per nulla corrotto”). Dal 2012, quando fu varata la legge anticorruzione, ad oggi l’Italia ha riconquistato 12 posizioni nel ranking mondiale, portandosi dal 72esimo posto all’attuale 60esimo.
Quest’anno tre posizioni in più rispetto al 2015, anche se prima dell’Italia si classificano nazioni come Bahamas (24) e vari paesi caraibici, Botswana (35), Costa Rica (41) e Rwanda (50). E’ il bilancio della nuova edizione dell’Indice di Percezione della Corruzione 2016 – CPI di Transparency International Italia.

Ma anche rispetto all’Europa, spiega il dossier, l’Italia sta lentamente risalendo la china, dall’ultima posizione alla terzultima, con solo un punto di differenza dai Paesi più avanti (Romania e Ungheria): “Piccoli passi in avanti, ma ancora assolutamente insufficienti per potersi dire soddisfatti – si legge nel rapporto di Transparency International Italia – ancora troppo poco, soprattutto in confronto a i nostri vicini europei, ma il trend positivo è indice di uno sguardo più ottimista sul nostro Paese da parte di istituzioni e investitori esteri”.

Il punteggio dell’Italia negli ultimi anni ha subito un costante, seppur lento, miglioramento, passando dal punto più basso toccato nel 2011 con 39 su 100 all’attuale 47 su 100. Anche rispetto all’anno scorso l’Italia ha guadagnato 3 punti, che per un indicatore con scostamenti minimi tra un anno e l’altro indica comunque un miglioramento significativo.

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