Referendum 4 dicembre: SI o NO? Ecco come scegliere

Il Referendum si avvicina e gli italiani dovranno decidere le sorti di alcuni punti dell'attuale Costituzione Italiana. Ecco le principali ragioni del Sì e del No

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Ormai tutti sanno che il 4 dicembre si terrà il terzo referendum costituzionale dalla nascita della Repubblica Italiana. Non si tratta di un referendum abrogativo, dunque a decidere le sorti sarà semplicemente la maggioranza del Sì o del No: non occorre raggiungere un quorum. I cittadini sono spaccati in tre gruppi: favorevoli, contrari, e coloro che non hanno ancora deciso quale possa essere la soluzione migliore per il Paese. La riforma proposta da Renzi e Boschi prevede il superamento del bicameralismo, la riduzione dei parlamentari, il taglio dei costi delle istituzioni e l’abolimento del CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro).

Le ragioni per votare Sì o No al referendum sono molteplici. Tra le ragioni dei sostenitori del Sì, spicca quella economica: riducendo i parlamentari da 315 a 100 e abolendo il CNEL, si arriverebbe a risparmiare diversi milioni di euro all’anno. L’eliminazione del bicameralismo, che promuove la Camera, eviterebbe gli scontri col Senato e, in tal modo, si accorcerebbero notevolmente i tempi per l’approvazione delle leggi. Inoltre, il nuovo Senato sarà direttamente coinvolto nell’attività politica degli enti Regionali e Comunali: così facendo, questi si vedranno garantita la diretta partecipazione alla costituzione delle leggi dello Stato.

Per quanto concerne le ragioni del No, i suoi sostenitori temono che la fine del bicameralismo perfetto potrebbe portare a conflitti tra Stato ed Enti locali e Camera e Senato, a causa della perdita di potere di quest’ultimo. In secondo luogo, la formazione delle leggi non verrebbe semplificata, in quanto sarebbero previsti ben 7 procedimenti legislativi prima dell’approvazione. A sostegno del No, c’è anche il fatto che i costi della politica non verrebbero dimezzati, bensì ridotti solamente del 10% circa, con un risparmio annuo di 50 milioni contro i 500 previsti. Comunque, i dibattiti sul referendum continuano a portare ogni giorno scompiglio in tutto il Paese, come a Pistoia, presso il circolo di Arci.

È indubbio che entrambe le parti possano vantare ottime ragioni, ed è per questo motivo che a un mese e mezzo dalla votazione gli indecisi siano ancora tanto numerosi. Il governo è tuttavia fiducioso e Renzi ha le idee chiare in merito alla sua posizione: il Premier ha infatti dichiarato che in caso di vittoria del No, non solo si dimetterebbe dal proprio ruolo ma rinuncerebbe totalmente alla carriera politica. In ogni caso, la decisione finale spetta al popolo ed è per questo che il 4 dicembre è importante andare a votare.

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