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Il restauro trash della statuetta del XV secolo

Le persone dovrebbero capire che non tutti sono in grado di prendere un pennello in mano, così da lasciare in pace le povere opere d’arte

Non tutti hanno gli stessi gusti in fatto di arte, ma a volte alcune persone dovrebbero semplicemente ammettere a se stesse che è meglio se si dedicano ad altro nella vita.

Qualche anno fa abbiamo riso a crepapelle sul restauro dell’Ecce homo di Borja, diventato uno schizzo di un bambino di cinque anni dopo il passaggio di Cecilia Giménez. Se noi ci siamo divertiti tantissimo, un po’ meno lo hanno fatto i grandi studiosi d’arte, che si sono messi le mani nei capelli gridando – anche giustamente – allo scandalo. Ma dato che viviamo in un mondo fantastico, e le persone sono decisamente restie a imparare dagli errori degli altri, ecco che la storia si ripete. Torniamo in Spagna e andiamo nelle Asturie, dove nel bel santuario di El Rañadoiro c’era una bella scultura del XV secolo che raffigurava la Madonna col bambino. “C’era”. Perché una parrocchiana è dovuta intervenire per dare “un tocco di colore” all’opera d’arte.

Avete presente le statuine del presepe che si vendono nei negozi dove tutto costa un euro? Ecco, proiettate nella vostra testa la statuetta della Madonna con Gesù bambino più cheap che potete e avrete reso bene l’idea di quello che è successo. María Luisa Menéndez, parrocchiana devota del paese, ha chiesto al parroco Arturo Garcià di poter restaurare la preziosa scultura. L’uomo – forse ignaro di quanto stava per accadere – le ha accordato il permesso, aprendo la strada all’epico disastro che sarebbe avvenuto di lì a poco. Armata di tinte, oli e pennelli, la signora María Luisa Menéndez ha dato una bella botta di colore alla statua, facendola diventare un oggetto degno del peggior negozio di souvenir.

A prendere parola immediatamente è stato Luis Suárez Saro, che aveva in carico il lavoro di restaurazione delle sculture della Chiesa. L’uomo ha detto che, nel caso i danni provocati alla scultura siano irreversibili, chiederà alle autorità di prendere seri provvedimenti contro il parroco – e forse anche contro la signora. Che, dal canto suo, ha risposto con umiltà: «Io non sono una pittrice professionista, ma mi è sempre piaciuto dipingere e queste immagini avevano un forte bisogno di essere colorate. Così le ho dipinte come ho potuto, con le tonalità che mi parevano giuste, e che alle persone piacevano. Chieda alla gente e vedrà».

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