Riaperto il Santo Sepolcro, registrati strani fenomeni paranormali

Il Santo Sepolcro è stato riaperto da poco e al suo interno gli studiosi hanno registrato strani fenomeni paranormali

Fonte: Wikimedia

Il Santo Sepolcro di Gesù è stato riaperto, scatenando strani fenomeni paranormali. Accade a Gerusalemme, dove per alcuni lavori di restaura nella basilica del Santo Sepolcro, è stato riaperto il luogo in cui sarebbe stato sepolto Cristo.

Il 26 ottobre scorso un gruppo di ricercatori dell’Università Nazionale Tecnica di Atene ha spostato la lastra di marmo che chiudeva la roccia su cui sarebbe stato deposto il corpo di Gesù e ha avviato un certosino lavoro di analisi. Pochi giorni dopo la tomba è stata nuovamente chiusa e i reperti ritrovati sul luogo sono stati portati in laboratorio dai ricercatori per essere esaminati.

Sembra però che durante i lavori all’interno del Santo Sepolcro si siano verificati degli strani fenomeni paranormali. Molti hanno parlato di un “dolce aroma che fuoriusciva dalla tomba”, un odore che secondo alcune fonti “ricordava le manifestazioni olfattive associate a certi santi”.

Non solo, l’apertura del Santo Sepolcro avrebbe scatenato anche altri fenomeni paranormali: “Certi strumenti di misurazione impiegati dagli scienziati sono stati alterati dalle perturbazioni elettromagnetiche – hanno spiegato i testimoni -. Quando venivano collocati in verticale sulla pietra sulla quale ha riposato il corpo di Cristo, gli apparecchi smettevano di funzionare o funzionavano male. La direttrice dei lavori, Antonia Moropoulou, ha affermato che è difficile immaginare che qualcuno abbia messo a rischio la propria reputazione per un trucco pubblicitario”. L’archeologo Fredrik Hiebert, della National Geographic Society, ha spiegato all’Associated Press: “Quello che abbiamo riscontrato è sorprendente”.

Marco Tosatti, vaticanista e studioso della Sindone, ha associato quanto accaduto nel Santo Sepolcro ai fenomeni inspiegabili che da sempre coinvolgono la Sacra Sindone, il lenzuolo in cui venne avvolto Cristo dopo la morte. Prove scientifiche hanno dimostrato che un uomo in carne ed ossa venne coperto con la Sindone, ma non è chiaro come sia stato impresso il volto sulla stoffa. “La mia preparazione di fisico – ha spiegato Tosatti – mi ha permesso di fare delle ipotesi sulla possibilità che l’immagine fosse dovuta ad un’esplosione di energia. E questa ipotesi è stata verificata in laboratorio con l’uso di sorgenti laser molto particolari”. “Dopo un lungo lavoro – ha concluso lo studioso – abbiamo dimostrato che in realtà in certe condizioni queste sorgenti laser possono produrre le immagini simil-sindoniche. È chiaro che con queste sorgenti veniva simulata un’esplosione di luce. Quindi che un lampo di luce che abbia prodotto questa Sindone è stato corroborato da misure scientifiche di un certo spessore”.

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