Rigopiano: una valanga da 120 mila tonnellate venuta giù a 100km/h

Installato radar monitoraggio per allerta rapido valanghe e frane

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Roma, 22 gen. (askanews) – Al momento dell’impatto con l’hotel Rigopiano, la valanga “aveva raggiunto una massa di circa 120.000 tonnellate e una velocità tra i 50 e i circa 100 Km/ora”. È il dato provvisorio stimato dal gruppo di esperti sul rischio valanghe che si è riunito ieri presso il COC (Centro Operativo Comunale) di Penne, per valutare le azioni da mettere in campo in relazione al rischio residuo valanghe a seguito delle eccezionali nevicate dei giorni scorsi e dei terremoti del 18 gennaio.

Il team, spiega la Protezione civile, è costituito da personale di Meteomont, il servizio nazionale di previsione neve e valanghe, di cui fanno parte Corpo Forestale dello Stato/Carabinieri, Comando Truppe Alpine e Servizio meteorologico Aereonautica e di Aineva, l’associazione delle Regioni e Province Autonome dell’arco alpino italiano.

Partecipa alle attività il Centro di competenza del Dipartimento, l’Università degli studi di Firenze con il Dipartimento di Scienze della Terra che ha provveduto a installare a Rigopiano strumenti che aiutano a monitorare l’attivazione di nuove valanghe sul versante sovrastante l’hotel. L’obiettivo è quello di garantire la sicurezza degli operatori che stanno intervenendo sullo scenario dell’evento.

In particolare è operativo un radar di registrazione dei movimenti del versante, che è al momento in fase di taratura per il corretto funzionamento. Il sistema, di origine svizzera, è stato già utilizzato per monitoraggio in tempo reale e l’allertamento rapido di valanghe e frane veloci. Il radar infatti è dotato di segnalazione acustica.

A fianco di questi sistemi tecnologicamente molto avanzati sono presenti operatori esperti per il monitoraggio visivo. La scelta dei settori da monitorare e le modalità di utilizzo operativo delle due tecnologie è stata concordata con il Tavolo tecnico.
Tutte le operazioni relative all’utilizzo del sistema sono supportate da Dipartimento, Vigili del Fuoco, Soccorso Alpino della Guardia di Finanza, Genio militare Esercito e associazioni di volontariato specializzate, in primo luogo il Cnsas.

L’attenzione è alta in tutte le Regioni interessate dal maltempo e dai terremoti. Le Regioni possono richiedere agli esperti sopralluoghi per la valutazione della rischio di distacco di nuove valanghe. In particolare verifiche con sorvolo sono già state realizzate nell’area dei Monti Sibillini.

Oggi i soccorritori all’Hotel Rigopiano hanno sottoposto il campo di operazione ad una nuova tipologia di intervento, nel tentativo di individuare nuovi locali rimasti intatti.

Matteo Gasparini, delegato del Soccorso alpino e speleologico dell’Ossola e nuovo referente del gruppo piemontese in Abruzzo, spiega che “stiamo cercando di ‘attaccare’ i muri perimetrali dell’albergo, nel tentativo di penetrare le spesse pareti di cemento armato dietro cui potrebbero celarsi eventuali superstiti. Con la dotazione di speleologi del CNSAS, basterebbe trovare dei varchi anche ridotti per consentire l’esplorazione di nuove porzioni dell’hotel. Si tratta di un lavoro di strategia reso anche necessario dal peggioramento delle condizioni meteorologiche, visto che dopo le nevicate della notte, ha continuato a cadere neve mista a pioggia per tutto il giorno”.

Domani partirà da Torino il terzo contingente di volontari del CNSAS Piemonte che giungerà in Abruzzo verso sera, per dare il cambio alla seconda tornata di operatori. Sono 20 uomini provenienti dalle Delegazioni Biella, Canavesana, Mondovì, Pinerolese, Valle di Susa e Val Sangone, Valli di Lanzo e 1° Gruppo Speleologico comprensivi anche di un sanitario.

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