Rivolta al Cpa di Cona, "ambulanza arrivata dopo 8 ore"

La Commissione parlamentare ha aperto un'inchiesta

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Roma, 3 gen. (askanews) – La Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema di accoglienza, di identificazione ed espulsione, e sulle condizioni di trattamento dei migranti, aprirà un’inchiesta sulla vicenda del centro di prima accoglienza di Cona, in provincia di Venezia, dove è scoppiata una rivolta dopo la morte di una 24enne nigeriana ospite del centro.

E la Commissione ha annunciato anche di voler ascoltare il ministro dell’interno Marco Minniti, per capire “se predisporre i Cie, centri di identificazione ed espulsione, in ogni regione sia realmente la risposta giusta all’emergenza immigrazione”, ha spiegato il presidente della Commissione di Inchiesta sui Migranti, Federico Gelli, perché “i Cie rischiano di creare altri ghetti, meglio l’accoglienza diffusa nei Comuni”.

“Non possiamo tollerare e non giustificheremo mai episodi come quelli accaduti nel Cpa di Cona in provincia di Venezia”, ha dichiarato il presidente della Commissione di inchiesta sui migranti, sottolineando: “È inaccettabile che occorra attendere fino a 8 ore per avere sul posto un’ambulanza che presti i dovuti soccorsi a una migrante, che poi purtroppo ha perso la vita. Ed è ancora più inaccettabile la reazione di coloro che hanno tenuto a lungo assediato i 25 addetti del centro liberati solo a tarda notte”.

Per questo il presidente della Commissione ha annunciato che “quanto prima la nostra Commissione si occuperà del caso cercando di fare piena luce sui drammatici fatti di Cona ma appena possibile ascolteremo anche il ministro dell’Interno Minniti”. E “con lui vogliamo capire se predisporre i Cie, centri di identificazione ed espulsione, in ogni regione sia realmente la risposta giusta all’emergenza immigrazione”.

Gelli ricorda che in Italia ci sono 10 Cie di cui però solo 4 operativi e “l’esempio del Cpa di Cona, passato in poco più di un anno da 50 a 1400 ospiti, ribadisce l’inadeguatezza di queste strutture che troppo spesso diventano ghetti difficili da gestire”. “Meglio – ha concluso il presidente della commissione d’inchiesta sui migranti – sarebbe un’accoglienza diffusa sul territorio con la collaborazione di tutti i Comuni italiani e non solo di una parte come accaduto finora”.

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