Roma, deportati Shoah gratis su bus, ma sono 10 e già esentati

Nuova gaffe del Comune di Roma, che ha concesso l’abbonamento gratis ai deportati della Shoah, peccato che siano già esenti

Fonte: Twitter

Nuova gaffe del Comune di Roma, che si trova al centro di una polemica esplosa sui social, per via dell’abbonamento gratuito ai bus concesso ai deportati della Shoah. Un gesto che doveva essere simbolico, ma che si è trasformato, in breve tempo, in un’operazione di marketing. La decisione del Comune infatti è stata pubblicizzata ovunque con una massiccia campagna pubblicitaria. Peccato però che gli ultimi deportati della Shoah a Roma siano solamente dieci, ma soprattutto che siano già esenti dal pagamento dell’abbonamento ai bus ATAC.

I reduci dei campi di sterminio nazisti sono stati liberati nel gennaio 1945, ossia 72 anni fa, e a Roma per gli over 70 l’abbonamento annuale è gratuito. La decisione non ha mancato di scatenare polemiche, soprattutto sui social, dove il Comune di Roma è stato accusato di sfruttare l’iniziativa, risultata di fatto inutile, unicamente per farsi pubblicità. “L’agevolazione è stata possibile grazie ad un’operazione di co-marketing di Atac – ha spiegato il Comune di Roma in un comunicato apparso sul sito ufficiale – in pratica una sponsorizzazione compenserà il costo degli abbonamenti”.

“Questo è un segnale di vicinanza che l’amministrazione capitolina vuole dare alla Comunità ebraica di Roma – ha svelato l’assessore alla Città in Movimento Linda Meleo -. E vuole lanciarlo oggi, nel Giorno della Memoria, proprio per ribadire l’importanza di questa giornata. È fondamentale non dimenticare la tragedia della Shoah”.

L’iniziativa, a quanto pare, non è piaciuta nemmeno alla comunità ebraica di Roma, che ha tentato di placare i toni, ma ha comunque lodato l’idea del Comune: “Si tratta ovviamente di un gesto simbolico, un riconoscimento per chi ha rischiato la vita durante la Shoah – ha svelato la presidente, Ruth Dureghello – Ben vengano iniziative come queste. Sarebbe bello – ha concluso Dureghello – se si potesse fare qualcosa anche per i perseguitati di guerra, che sono tantissimi in Italia”.

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