Roma, gli sms di Raggi al vaglio: "Ci aspettano al varco"

Verifiche su un possibile danno erariale? Legale: articoli falsi

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Roma, 27 gen. (askanews) – Poco meno di una manciata di ‘short message’ potrebbero complicare le cose per la sindaca di Roma, Virginia Raggi. Le indicazioni, mandate via chat, sono al vaglio di chi indaga e ritenute di rilievo penale, nell’ambito dell’inchiesta che vede la prima cittadina indagata per abuso d’ufficio e falso. Le verifiche partono sempre dalla nomina a capo del dipartimento Turismo di Renato Marra e “salto” di circa 20mila euro nello stipendio. Nei messaggi presenti su Telegram ci sono anche opinioni di natura politica o passaggi amministrativi.
Così come riportato da alcuni organi di stampa la Raggi spiega di sentirsi tutti contro. Per questo riferisce ai suoi interlocutori: “Ci aspettano al varco”. In altri messaggini ritenuti “ininfluenti” la prima cittadina si sfoga.

In vista dell’interrogatorio previsto per lunedì il pm Barbara Zuin e il procuratore aggiunto Paolo Ielo hanno lavorato nel chiuso degli uffici a riparo dai cronisti. Un incontro con i carabinieri del Nucleo investigativo è servito per fare il punto della situazione, ma non si vuole aggiungere altro. Il difensore della Raggi ha spiegato, da parte sua, che “stanno uscendo articoli di stampa totalmente falsi e menzogneri” in riferimento ad un qualche tipo di trattativa con gli inquirenti in vista di un patteggiamento. Intanto sarebbero all’attenzione dei giudici della Corte dei conti alcuni articoli di stampa sulla vicenda e si starebbero valutando i possibili danni erariali della questione. Tutto parte sempre dal parere dell’Anac, l’authority anticorruzione, che sulla nomina di Renato Marra aveva espresso un parere poi recapitato anche a piazzale Clodio.

Tornando ai messaggi di cui la Raggi dovrà spiegare ci sono certamente quelli che attengono Raffaele Marra, finito in carcere per corruzione e che veniva considerato un punto di riferimento rispetto alla “macchina amministrativa”. Il guaio è che non doveva entrare nella scelta del fratello, si aggiunge. E se da una parte i regolamenti comunali non sono così rigidi dall’altra c’è la opportunità dovuta e imposta dalla legge. La possibile via di fuga logica non è impossibile da percorrere. Gli inquirenti con l’invito a comparire hanno tratteggiato, in pratica, uno scenario. Dimostrando di aver agito in buona fede però molte cose potrebbero venir meno. Non viene escluso a priori che questo possa avvenire.

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